Le donazioni per beneficenza rappresentano uno strumento fondamentale per sostenere le organizzazioni non profit e contribuire concretamente al benessere delle persone più vulnerabili. Un gesto di solidarietà che permette a cittadini e imprese di partecipare attivamente alla realizzazione di progetti sociali e umanitari, offrendo un aiuto tangibile a chi ne ha più bisogno. Oltre al loro importante valore sociale, si configurano anche un’opportunità dal punto di vista economico, grazie alle agevolazioni fiscali previste dalla normativa. Nel 2026, con la piena operatività di alcune disposizioni della riforma del Terzo Settore, il quadro normativo italiano presenta novità significative per le organizzazioni benefiche, come ad esempio MSF, in merito alle donazioni per beneficenza. Ma come funzionano e quali requisiti devono rispettare per usufruire delle opportunità offerte dalla normativa?
Donazioni per beneficenza: il ruolo degli Enti del Terzo Settore
Le donazioni per beneficenza hanno lo scopo di sostenere associazioni, fondazioni e organizzazioni impegnate in attività di interesse generale. Parliamo quindi di realtà che operano nell’assistenza sanitaria, nella tutela dell’ambiente, nell’inclusione sociale e nella cooperazione internazionale. In Italia, un ruolo centrale è svolto dagli Enti del Terzo Settore (ETS), organizzazioni senza scopo di lucro che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Tra queste realtà c’è ad esempio Medici Senza Frontiere, organizzazione medico-umanitaria indipendente che offre cure e assistenza alle popolazioni colpite da conflitti, epidemie, catastrofi naturali e altre emergenze. Attraverso donazioni occasionali o regolari è possibile contribuire al finanziamento delle attività mediche e umanitarie dell’organizzazione, sostenendo interventi destinati alle persone che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità. La riforma del Terzo Settore ha definito un quadro normativo specifico per questi Enti, prevedendo anche strumenti fiscali destinati a favorire il sostegno economico da parte di cittadini e imprese. Il 2026 rappresenta un passaggio importante: entrano infatti in applicazione le nuove disposizioni fiscali del Codice del Terzo Settore, mentre viene superata la precedente Anagrafe unica delle ONLUS, con il conseguente adeguamento degli Enti interessati al nuovo sistema normativo.
Agevolazioni fiscali per le donazioni: cosa prevede la normativa nel 2026?
Il 2026 rappresenta un anno importante per il mondo del non profit italiano, grazie all’evoluzione del quadro normativo e fiscale che disciplina le attività degli Enti del Terzo Settore. Chi decide di effettuare donazioni in beneficenza a queste realtà può beneficiare di due principali possibilità: la detrazione dall’imposta e la deduzione dal reddito imponibile. La detrazione fiscale permette di sottrarre una parte dell’importo donato direttamente dall’IRPEF dovuta. Per le persone fisiche è generalmente prevista una detrazione del 30% delle somme donate, su un importo massimo di 30.000 euro annui. Per le donazioni alle organizzazioni di volontariato che soddisfano i requisiti di legge, la percentuale può salire al 35%. La deduzione fiscale agisce invece sul reddito complessivo imponibile, riducendo la base sulla quale vengono calcolate le imposte, entro il limite del 10% del reddito complessivo dichiarato. Le due agevolazioni non possono essere cumulate nella stessa donazione: è quindi opportuno valutare quale risulti più conveniente.
Come effettuare donazioni benefiche e ottenere i vantaggi fiscali?
Per usufruire delle agevolazioni fiscali sulle donazioni per beneficenza è fondamentale utilizzare sistemi di pagamento tracciabili, come bonifici bancari, carte di credito, carte di debito e altri strumenti ammessi. Le donazioni in contanti non consentono infatti di beneficiare né delle detrazioni, né delle deduzioni. È inoltre importante conservare la documentazione che attesta il versamento, come ricevute bancarie, estratti conto o attestazioni rilasciate dall’organizzazione beneficiaria. Le somme donate possono essere indicate nella dichiarazione dei redditi, attraverso il modello 730 o il modello Redditi Persone Fisiche. Alcune donazioni possono essere già presenti nella dichiarazione precompilata, sulla base dei dati trasmessi dagli Enti.



























