Appalti truccati alla Provincia, dettagli nomi degli arrestati

Sono sedici persone a essere finite agli arresti domiciliari nell’ambito dell’indagine “Ceralacca 2”, curata dal sostituto procuratore di Reggio Calabria, Matteo Centini. Secondo l’accusa si sarebbe costituito un “cartello” composto da imprenditori e funzionari pubblici, per il condizionamento degli appalti, soprattutto con riferimento al settore dell’acqua pubblica. Ecco i nomi delle persone agli arresti domiciliari. Francesco Bagalà, Luca Vescio, Massimo Siciliano, Isidoro Gagliardi, Luigi Cosentino, Marianna Montirosso, Maria Rosaria Barranca, Giuseppe Riccio, Giulio Ricciuto, Salvatore Pietro Teti, Michele Clericuzio Di Siena, Francesco Cianflone, Andrea Romano, Nicola Pelle, Beniamino Murdaca e Francesco Mingodaro.

L’operazione “Ceralacca 2” colpisce duramente il cosidetto “sistema Bagalà” dal nome degli imprenditori gioiesi che avrebbero negli anni gestito l’assegnazione degli appalti legati alla Sorical. Tra gli arrestati, sottoposto alla detenzione domiciliare, anche Pietro Salvatore Teti di Soverato, dipendete Sorical, insieme ai colleghi Michele De Siena, Giulio Ricciuto e Giuseppe Riccio accusati dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria di aver intascato le “mazzette” che i Bagalà avrebbero destinato ad una lunga serie di dipendenti e funzionari. Il sistema disegnato dalla Procura descrive i Bagalà come i registi delle gare della Sorical definendo chi e come dovesse essere invitato a partecipare ed “oliando” il meccanismo con elargizioni di danaro. Secondo gli inquirenti, laddove i dipendenti non acconsentissero alla corruzione, sarebbero, inoltre, scattate minaccie ed intimidazioni.