Orrore nella stazione di servizio: le telecamere inchiodano i presunti assassini
Svolta nelle indagini sulla strage di Amendolara, in provincia di Cosenza, dove quattro cittadini pachistani sono morti bruciati vivi in auto. Le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della stazione di servizio dove si è consumato il delitto avrebbero consentito agli investigatori di identificare i responsabili.
Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dal procuratore di Castrovillari, Alessandro D’Alessio, i quattro uomini sarebbero stati bloccati intenzionalmente all’interno della vettura da due connazionali al termine di una violenta lite.
La ricostruzione della tragedia
Le vittime e i due presunti responsabili sarebbero arrivati insieme sul posto a bordo di una Fiat Ulisse. Per motivi ancora in fase di accertamento, sarebbe scoppiata una discussione degenerata rapidamente in tragedia.
Gli investigatori ritengono che i due aggressori abbiano attivato il sistema di blocco delle sicure posteriori impedendo ai passeggeri di uscire dal mezzo. Inoltre avrebbero tenuto chiuso con la forza anche lo sportello anteriore destro, lasciando le quattro vittime intrappolate nell’abitacolo.
Pochi istanti dopo, l’auto sarebbe stata cosparsa di benzina prelevata direttamente dal distributore di carburante presente nell’area di servizio. Le fiamme hanno avvolto rapidamente il veicolo, non lasciando scampo ai quattro uomini, morti tra le urla disperate.
Indagini in corso sul movente
La polizia ha già individuato i presunti responsabili del massacro di Amendolara e prosegue gli accertamenti per chiarire il movente del barbaro omicidio. Gli inquirenti stanno analizzando ogni dettaglio raccolto dalle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze presenti sul posto.






























