Caso Riotto: da Bellofiore atteggiamento di vendetta

Le primarie tenutesi domenica scorsa continuano a lasciare strascichi polemici e vicende che – se confermate così per come appaiono – dimostrano quanto questo splendido strumento democratico vada comunque regolamentato in maniera più accurata.

Una riflessione questa che nasce anche in seguito alle vicende di cui abbiamo in questi giorni letto sui giornali e relative al voto di Gioia Tauro. A quanto pare, infatti, il sindaco della città, Renato Bellofiore, avrebbe chiesto all’assessore Riotto – che, ricordiamo, non è tesserato al Partito Democratico e, dunque, non costretto a partecipare alle primarie, ammesso che lo siano gli iscritti –   l’elenco dei nomi di coloro che avrebbe portato al voto per la lista Magorno ed il rifiuto di quest’ultimo – che aveva già scelto di non votare per nessuno dei quattro candidati – gli sarebbe costato il posto in giunta, con giustificazioni da parte del sindaco alquanto singolari. Ci pare infatti assurdo che Bellofiore, a distanza di quattro mesi dall’incarico dato a Riotto, stabilisca, proprio all’indomani dalle primarie, che l’operato dell’assessore sia insufficiente preferendo addirittura sminuire l’impegno dell’amministrazione a cui è a capo dichiarando che gli eventi organizzati dall’assessore sono in realtà frutto del lavoro di una serie di associazioni cittadine. Non mettiamo assolutamente in dubbio l’operosità delle associazioni gioiesi, ma sappiamo bene che gli amministratori di tutti i paesi d’Italia collaborano sempre più spesso con il mondo dell’associazionismo con l’intento di meglio organizzare gli eventi stessi e pesare meno possibile sulle sempre più povere casse degli enti comunali. Dunque, una giustificazione che sembra poggiare su basi certamente discutibili e comunque di scarso valore . L’atteggiamento del sindaco sembra quasi di vendetta nei confronti di Riotto in quanto solo tre giorni dopo le primarie – dopo avergli chiesto di rassegnare sua sponte le dimissioni e davanti al rifiuto dell’assessore – lo ha escluso dalla giunta senza una valida motivazione politica. Anche questa fase ha una dubbia gestione, infatti non si capisce bene se ci sia stata almeno una riunione di maggioranza in quanto l’ex presidente del Consiglio, Domenico Cento, ed il consigliere Savastano, entrambi iscritti al Partito Democratico come il sindaco e sostenitori di Massimo Canale, non avrebbero ricevuto alcuna comunicazione in merito.

Una vicenda ingarbugliata che ben poco sembra avere di democratico e di politico. A distanza di quattro mesi dall’incarico, infatti, non capiamo come il sindaco possa stabilire che un assessore da lui scelto non sia in grado di gestire l’incarico assegnatogli e lo espella dalla giunta senza neanche dargli la possibilità di recuperare l’eventuale inefficienza. Ci chiediamo con quale metro Bellofiore abbia misurato il lavoro di tutta la sua giunta stabilendo che proprio Riotto non aveva raggiunto la sufficienza e bocciandolo al primo quadrimestre!

Unità e solidarietà recitava uno slogan tanto caro al sindaco.