Discorsi d’odio, oltre il 70% corre sul web: la Calabria tra invisibilità e discriminazioni poco denunciate

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I discorsi d’odio online continuano a rappresentare una delle principali criticità sociali in Italia. A evidenziarlo è una ricerca dell’Università della Calabria, che mette in luce come il mondo digitale sia oggi il principale veicolo di diffusione di linguaggi discriminatori. Lo studio dedica inoltre un focus specifico alla Calabria, descritta come un territorio caratterizzato da una forte “invisibilità strutturale” del fenomeno.

Il 71,6% dei discorsi d’odio rilevati si manifesta nel mondo digitale, mentre il restante 28,4% si verifica in contesti fisici come scuole, luoghi di lavoro e spazi pubblici.

Nel solo 2024 il sistema UNAR (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) ha registrato 17.640 segnalazioni complessive, di cui il 93,7% emerse dal monitoraggio del web e dei media, a conferma di come l’ecosistema digitale sia diventato oggi uno degli ambienti più vulnerabili rispetto alla diffusione di linguaggi discriminatori.

I dati emergono dalla ricerca, realizzata nell’ambito del progetto Mythic, dal titolo “Mapping hate and discrimination in Italy: structural invisibility, multi-source monitoring and the Calabrian case study”, curata dalla professoressa Giovanna Vingelli, docente dell’Università della Calabria e direttrice del Centro Women’s Studies Unical.

Particolare attenzione è stata dedicata alla Calabria, definita dalla ricerca come un caso di “invisibilità strutturale”, non perché discriminazioni e violenze siano meno presenti rispetto ad altri territori, ma perché risultano meno denunciate, meno monitorate e più difficili da intercettare.

«Una condizione – rileva l’analisi – legata a fattori culturali, alla sfiducia nelle istituzioni, alla normalizzazione di alcune forme di discriminazione e alla fragilità delle reti di emersione e supporto».

Lo studio è stato presentato a Rende, presso l’Università della Calabria, nel corso di un incontro pubblico organizzato nell’ambito del progetto europeo “Mobilize Youth Tackling Hate in Calabria”, finanziato dall’Unione Europea e coordinato dalla Fondazione L’Albero della Vita, in partnership con Dataninja e il Centro Calabrese di Solidarietà ETS.

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