La Polizia di Stato ha dato esecuzione nella giornata odierna a una sentenza definitiva di condanna emessa dalla Corte di Cassazione nei confronti di un soggetto residente a Sellia Marina (Catanzaro), riconosciuto colpevole di estorsione e rapina in concorso, entrambe aggravate dal metodo mafioso.
L’uomo è stato condannato a 9 anni di reclusione, al pagamento di una multa di 9.000 euro e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Il condannato era coinvolto nell’ambito dell’operazione denominata “Bordeland”, condotta dalla Squadra Mobile di Catanzaro, che nel 2016 aveva portato all’arresto di 48 persone. Gli indagati erano accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, reati in materia di armi, illecita concorrenza con violenza o minaccia, esercizio abusivo del credito e intestazione fittizia di beni, tutti aggravati dal contesto mafioso.
L’indagine aveva colpito una struttura criminale riconducibile alla cosca di ‘ndrangheta facente capo alla famiglia TRAPASSO, attiva e radicata nell’area di confine tra le province di Catanzaro e Crotone, e alla ‘ndrina collegata dei TROPEA, ritenute egemoni sul territorio.
Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato trasferito presso la Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro.































