I particolari della cattura del latitante Emilio Adrianò

Verso le 4 di stamane, nel centro storico di Roccella Jonica (RC), a conclusione di una mirata attività d’indagine, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Locri (RC), collaborati nella fase esecutiva da personale della locale Compagnia e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno tratto in arresto Andrianò Emilio, 61enne, appartenente alla ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca “Aquino” – esponente di vertice e promotore del “Locale” di Grotteria, latitante dal 13.7.2010, perché sottrattosi a provvedimento di fermo d’indiziato di delitto del P.M., poi convalidato nell‘Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere n. 1389/08 R.G.N.R.-DDA e n. 1172/09 RG GIP emessa dal GIP c/o il Tribunale di Reggio Calabria il 14.9.2010 per “associazione di stampo mafioso” e ad analogo provvedimento n. 611/08 R.G.N.R.-DDA e 443/08 RG GIP anch’esso emesso da quello stesso GIP il 6.7.2011 per “traffico internazionale di sostanze stupefacenti” dal Sud America (operazioni convenzionalmente denominate, rispettivamente, “Crimine” e “Crimine 3”).

L’uomo, che al momento dell’arresto era disarmato e non ha opposto resistenza, è stato sorpreso all’interno di un piccolo appartamento il cui effettivo proprietario è in fase d’individuazione, dove sono stati sequestrati e varie lettere manoscritte, alcune delle quali strappate e gettate nell’immondizia prima dell’irruzione dei Carabinieri, e un computer. Tale materiale è stato sequestrato e sarà inviato al Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (RaCIS) di Roma per gli accertamenti specialistici del caso, volti a ricostruire la filiera dei favoreggiatori dell’Andrianò, nonché i suoi contatti ed eventuali nuove iniziative criminose.

L’arrestato, che in primo grado è già stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione nell’ambito del processo “Crimine” (sentenza appellata dal PM), al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.