Dopo le conferme delle condanne da parte della Corte di Cassazione nei confronti di numerosi imputati dell’operazione Jonny, i Carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto hanno eseguito quattro ordini di carcerazione nei confronti di altrettanti soggetti coinvolti nell’inchiesta. I destinatari del provvedimento, già detenuti e successivamente rimessi in libertà per decorrenza dei termini della custodia cautelare, sono stati tradotti nei vari istituti penitenziari della Calabria per scontare la parte residua della pena.
L’operazione Jonny, scattata nel maggio 2017 e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, ha rappresentato una delle più importanti inchieste contro la ‘ndrangheta calabrese, facendo emergere il controllo esercitato sul territorio e su numerose attività economiche illecite.
Al centro delle indagini vi era il sistema di gestione del Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) di Isola Capo Rizzuto. Secondo gli accertamenti investigativi, dei circa 103 milioni di euro destinati dallo Stato tra il 2006 e il 2015 alla gestione della struttura, oltre 36 milioni di euro sarebbero stati distratti attraverso un articolato sistema di subappalti e società riconducibili all’organizzazione criminale.
L’inchiesta ha inoltre documentato il controllo del settore delle scommesse online e delle slot machine tra Crotone e provincia, oltre a un diffuso sistema di estorsioni ai danni di commercianti e strutture turistiche, con l’imposizione di forniture e aziende compiacenti.
L’operazione, condotta da Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, aveva portato complessivamente all’esecuzione di 110 arresti e al sequestro di beni per oltre 84 milioni di euro.




























