Palmi, Ranuccio e Frisina attaccano Barone: la minoranza non conosce il contenuto del PSC

Riceviamo e pubblichiamo

Com’è ormai noto a tutti, questa amministrazione ha tra i suoi obiettivi principali l’adozione del Piano Strutturale Comunale.  Il psc è uno strumento urbanistico di fondamentale importanza non solo e non tanto per la crescita “volumetrica” di una città, ma anche e soprattutto per la disciplina precisa che esso deve dettare in ordine ad ogni tipo di intervento latu sensu edilizio, di riqualificazione e finanche di arredo urbano. Cavallo di battaglia in campagna elettorale, sin dall’insediamento della giunta pro tempore, il psc è stato oggetto di diverse iniziative pubbliche in cui venivano illustrati dati ed elementi tecnici che però non entravano nel merito del Piano, nel merito delle scelte esclusivamente politiche. La maggioranza è sicura di poter giungere all’approvazione del documento definitivo già prima dell’estate; ma quello che noi ci domandiamo è : quale documento ? Quale PSC ?

Ad oggi infatti,nonostante ripetute richieste avanzate ai vertici del civico consesso, la minoranza consiliare non è stata messa in grado di conoscere il contenuto del realizzando PSC. Sappiamo per certo che i lavori a tal proposito procedono speditamente, il problema però è che essi si svolgono in riunioni private che vedono la partecipazione esclusiva dei tecnici e dei componenti la  sola maggioranza consiliare. Non riteniamo sia questo un metodo trasparente e democratico di amministrare, soprattutto quando si tratta di tematiche di una certa rilevanza quale è il PSC. Come potremmo infatti noi apportare il nostro contributo evidenziando eventuali lacune, rilevando vizi di vario genere e  avanzando proposte concrete se ancora oggi non abbiamo visione precisa e dettagliata del Piano ? Possiamo sapere qual è l’idea della Palmi del domani che stanno disegnando i nostri amministratori ?

Di certo non è questo il modo per coinvolgere, come invece dovrebbe essere in temi così importanti, l’intero Consiglio e quindi l’intera cittadinanza. Non si può chiedere collaborazione senza dar conto del proprio operato, sulla fiducia. Ma considerando il recente passato non c’è da stupirsi, poiché tale atteggiamento esclusivo e non inclusivo è solito di questa compagine politica; basti pensare ad esempio al modo assolutamente arbitrario ed unilaterale con il quale si è giunti alla individuazione dei componenti del “futuro” comitato varia.  In ogni caso,il psc è un argomento che riguarda da vicino tutta la cittadinanza, del presente e del futuro, e non è assolutamente ammissibile che il destino di Palmi venga deciso al chiuso di una stanza, o magari in un salotto privato.

Concludiamo rinnovando per l’ennesima volta, e questa volta pubblicamente, l’invito a voler convocare l’appositamente istituita commissione, per aggiornare TUTTI sullo stato di avanzamento dei lavori e sulle intenzioni della maggioranza consiliare.L’apertura al dialogo, la trasparenza, la democraticità e l’equità nelle procedure,  permetterebbero alla città  di guardare al psc come una risorsa per tutti, come un’opportunità di crescita e di sviluppo e non invece come un qualcosa di oscuro, un affare losco come purtroppo è stato considerato fino ad oggi, per cause che forse chi amministra da anni conosce meglio di noi…

                                 Giuseppe Ranuccio                                                                                                                                                                                                                                      Pasquale Frisina