PD Rosarno, a Borgese Giovinazzo e D’Agata negato il tesseramento

Grace D'Agata consigliere comunale PD Rosarno

In quel di Rosarno in casa Pd nonostante la paventata tranquillità da parte del Sindaco Elisabetta Tripodi e della sua amministrazione, non cessano le polemiche e le beghe interne. Dopo lo dimissioni del capogruppo Pd in Consiglio Comunale Grace D’Agata e della consigliera Maria Borgese è stato tutto un susseguirsi di comunicati stampa, accuse, controaccuse e smentite da parte delle due fazioni interne ai democratici rosarnesi.

Così come in quasi tutti i circoli Pd del belpaese, questa volta oggetto del contendere è stato il tesseramento. Nulla a che vedere però con le file sospette di immigrati presenti a Empoli, gli albanesi ad Asti o il boom di tessere a Lecce, roccaforte dalemiana, dove c’erano stati 3.900 iscritti, e sono state mandate 16mila tessere. A differenza di quasi tutta Italia, infatti, a Rosarno non si sarebbe puntato ad un aumento del numero dei  tesserati al fine di favorire Renzi o Cuperlo per l’Assemblea nazionale, bensì sarebbe stato negato il rinnovo del tesseramento a tre storici militanti dei democratici, alle ex consigliere comunali Grace D’Agata e Maria Borgese oltre che all’ex segretario cittadino del Pd Giovinazzo, da parte della segretaria cittadina del partito Stefania Mancuso. I tre si sarebbero subito rivolti alla Commissione di garanzia del partito per segnalare il comportamento anomalo della segretaria Mancuso, poichè non vi sarebbe alcun fondato motivo per tale esclusione. Si ricorda infatti come la D’Agata e la Borgese sia siano dimesse per divergenze di vedute sull’andamento dell’amministrazione comunale con il sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi, ma le stesse non hanno mai lasciato il Pd, e soprattutto, non hanno sfiduciato il sindaco e la maggioranza che la sostiene, così come evidenziato nel comunicato stampa con il quale le stesse hanno annunciato le dimissioni, che si riporta, hanno affermato a chiare lettere come “la nostra lealtà  ci impedisce di legare la nostra decisione alla interruzione di questa legislatura, e pertanto le nostre dimissioni non metteranno fine a questa esperienza amministrativa”.

In conclusione a meno che il regolamento del Pd preveda tra le cause di esclusione del tesseramento il reato di lesa maestà, si è in presenza di un Partito Democratico poco democratico…