Procuratore Nazionale Antimafia: ndrangheta ha un vero è proprio Cda

Nella Relazione trasmessa dalla Direzione nazionale antimafia, guidata da Franco Roberti, alla Procura generale della Cassazione, per l’anno giudiziario, come contributo nell’analisi dei nuovi “processi di adeguamento delle organizzazioni mafiose ai mutamenti della situazione economica e sociale” emergono alcune novità e qualche conferma circa l’assetto della ndrangheta ed il suo ruolo nel panorama internazionale della criminalità organizzata.

Secondo la relazione, “Deve confermarsi ancora una volta il dato della tendenziale unitarietà di tale organizzazione criminale: l’esistenza di una sorta di ‘Consiglio di amministrazione della holding’, che elegge il suo ‘presidente’, è un dato che giudiziariamente ha trovato plurime conferme”. Per quanto riguarda il business, oltre alla “perdurante posizione di assoluta primazia nel traffico internazionale di stupefacenti” che si avvale anche “del controllo quasi totalizzante sul porto di Gioia Tauro”, emerge “specie nel settore immobiliare” il reinvestimento dei narco-guadagni. In particolare, specie per le cosche di Reggio Calabria, emerge una “particolare capacità di inserirsi nella gestione delle società pubblico-private attraverso cui vengono forniti i principali servizi alla cittadinanza”.

Non è stata infine trascurata l’articolazione della ndrangheta su tutto il territorio nazionale, ed in particolare la colonizzazione di “alcune aree del nord”, con “radicamento di strutture aventi una propria autonomia operativa e non solo articolazioni periferiche della organizzazione con base in Calabria”. Modello definibile “a configurazione reticolare” delle ‘ndrine attive in Lombardia e Piemonte.