Reggio Calabria, appalti pilotati e favori in cambio di denaro: indagine su funzionari e imprenditori

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Reggio Calabria, appalti pilotati e favori in cambio di denaro: indagine su funzionari e imprenditori

La Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’Ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria guidata dal dott. Giuseppe Borrelli, a carico di 4 soggetti, accusati a vario titolo di diversi episodi di corruzione commessi nell’ambito della gestione degli appalti pubblici e nel rilascio di autorizzazioni. Si tratta di due pubblici ufficiali dipendenti del Comune di Reggio Calabria e di due imprenditori reggini, rispettivamente amministratori di due società oggetto di sequestro.
Secondo il Giudice per le indagini preliminari, le indagini, coordinate dalla Procura di Reggio Calabria e condotte dagli investigatori del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Reggio Calabria, hanno consentito di delineare un quadro di gravità indiziaria in ordine alla presenza all’interno del Settore Grandi Opere e Lavori Pubblici del comune reggino di un sistema corruttivo alimentato da forme di comportamenti antigiuridici e fondato su procedure amministrative manipolate.
Le investigazioni si sono concentrate sulle procedure di affidamento dei lavori pubblici, ed hanno permesso di ipotizzare la operatività illecita di due dipendenti pubblici, Arturo ARCANO e Giancarlo CUTRUPI che, attraverso l’asservimento della loro pubblica funzione a favore degli interessi di alcuni soggetti privati, tutti identificati nel corso dell’attività d’indagine, sarebbero stati in grado di muoversi nelle maglie della burocrazia locale riuscendo a trarre indebiti profitti personali.
Emblematica in tal senso è stata la ricostruzione, allo stato del procedimento, della vicenda delittuosa inerente alla gestione dell’appalto relativo all’ex cinema Orchidea, riguardante in particolare la demolizione di un immobile noto in città, destinato alla costruzione di un polo museale. Nella gestione di tale appalto pubblico, il pubblico ufficiale si sarebbe attivato a tutto campo in favore dell’impresa aggiudicatrice, soprattutto al fine di accelerare l’emissione degli Stati di Avanzamento dei Lavori, di fondamentale importanza ai fini dei pagamenti nei confronti del privato, nonché l’approvazione delle varianti e la loro liquidazione.
L’attività di indagine consentiva di videoregistrare diverse consegne di denaro corrisposte dai privati nelle mani dei pubblici ufficiali.
Disposto anche il sequestro preventivo di due società, la ECOLOG Italia s.r.l. e la AS COSTRUZIONI s.r.l. in quanto strumentali alla commissione dei fatti criminosi da parte dei rispettivi amministratori CAMA Demetrio e SCOPELLITI Antonio, e dirette beneficiarie dei profitti ingentissimi derivanti dalle corruzioni.

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