Reggio Calabria, somministrava metadone alla madre ultranovantenne per rubarle denaro

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Storia di ordinaria follia a Reggio Calabria dove un uomoT.D.P., 55 anni, è stato arrestato per aver somministrato il metadone alla madre ultranovantenne per poterle sottrarre il denaro necessario all’acquisto di stupefacenti. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri di Reggio Calabria con l’accusa di tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia. A portare alla luce l’incredibile vicenda è stata una donna reggina che, nel settembre dello scorso anno, si è presentata ai carabinieri dicendosi preoccupata del fatto che il fratello, tossicodipendente da anni, da tre mesi era andato a vivere con l’anziana madre e che da allora la donna aveva iniziato ad accusare strani malori. La preoccupazione della sorella era motivata anche dal fatto che T.D.P. in alcune circostanze, aveva aggredito lei ed il marito per indurli a consegnare il denaro per acquistare la droga. La donna ha anche riferito ai militari che le condizioni dell’anziana madre, nonostante vari consulti, peggioravano continuamente e la donna, per tutta risposta, era solita dire ai familiari che voleva stare solo con il figlio perché solo lui conosceva “la medicina che la faceva stare bene”. Visto l’aggravarsi delle condizioni della madre, la donna aveva pensato di riunire i parenti per l’ultimo saluto alla propria cara. Ed è stato in questa circostanza che le nipoti dell’anziana avevano avuto il sospetto che i malori fossero dovuti all’assunzione di qualche sostanza sospetta. La figlia aveva così preso di nascosto un campione di urine la cui analisi ha lasciato di stucco i carabinieri: “presenza di metadone nell’organismo”. Gli investigatori hanno quindi accertato che T.D.P. era in cura al Sert e aveva l’affido del metadone per assumerlo senza doversi recare nella struttura sanitaria e che in nessuno dei farmaci assunti dalla donna vi era la presenza di metadone. Da qui l’informativa alla Procura della Repubblica che ha chiesto ed ottenuto dal gip l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. All’uomo la tentata estorsione è contestata per l’aggressione alla sorella.

 

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