Rosarno – gli abitanti di Via Pitagora: “Dalla settimana prossima non sapremo dove andare a dormire. Intervengano istituzioni”

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Rosarno- È stata sottoposta a sequestro l’area considerata “zona rossa” in via Archimede, dove 14 mesi fa una frana (in via Pitagora) causó il crollo di un muraglione provocando danni alle abitazioni adiacenti.

Da allora i residenti costretti ad evacuare, sono rimasti senza casa.

Nel corso di un anno l’ente comunale e i commissari succedutisi, hanno tentato di trovare una soluzione. L’ultima in ordine di tempo è stata la collocazione dei residenti presso un residence a San Ferdinando. Soluzione che l’attuale triade commissariale ha specificato, fosse temporanea. L’ente non è purtroppo in grado di sostenere le spese di fitto e consumi per lunghi periodi.
Scaduto il termine di contratto ad oggi 10 marzo “gli abitanti di via Pitagora” hanno ottenuto una proroga di altri 7 giorni ( da giorno 7 marzo) presso la struttura sita a San Ferdinando, alla fine dei quali però si troveranno nuovamente senza dimora.

Abbiamo ascoltato le dichiarazioni di alcuni residenti i quali nella giornata di venerdì scorso avevano attuato una protesta, occupando per qualche ora gli uffici comunali.

Gli stessi si dicono pronti a manifestare pacificamente come hanno fatto in questi mesi, affermando che qualora fosse necessario “porteranno brande e materassi per dormire dentro il palazzo comunale”.

Non sappiamo cosa fare, siamo famiglie disperate che dall’oggi al domani si sono ritrovate senza la propria casa. Non abbiamo colpe, ma siamo costretti a fare quello che ci viene imposto. Da più di un anno non sappiamo come vivere – dice Alfredo- Una volta scaduti i giorni che ci hanno concesso, dove andremo a dormire? Perché le istituzioni non prendono provvedimenti? Non abbiamo risposte. Andrò a dormire al comune vorrà dire, mi porterò un materasso e dormiró li– conclude.

Un’altra signora, afferma: “Non so dove andare, il mio contratto di affitto presso una casa privata a San Ferdinando, è scaduto oggi. Non so come fare. Se è necessario tornerò dentro casa mia

Sentimenti di rassegnazione e sconforto ma anche di rabbia quelli che accomunano questa gente.

Venerdì scorso, la triade commissariale aveva inviato alle famiglie interessate una lettera in cui spiegava la situazione:

Come è noto, fin dal momento in cui questa commissione straordinaria ha avuto contezza della situazione di assoluta pericolosità per la pubblica e privata incolumità causata dal rischio di collasso del conosciuto immobile sito in via Pitagora prospiciente la sua abitazione, ci si è attivati allo scopo di definire e realizzare un percorso che, senza inutile clamore o proteste strumentali, potesse consentire il progressivo superamento di una situazione emergenziale creatasi molto tempo prima dell’insediamento degli scriventi.

Per questa strada, anche grazie alla responsabile collaborazione dei nuclei familiari interessati, si è riusciti ad impedire uno sgombero coatto delle abitazioni a rischio che non avrebbe fatto altro che aggiungere il danno alla beffa, in qualche misura ponendo in secondo piano la ragione principale di quanto avvenuto, evidentemente connessa alle modalità edificatorie dell’immobile cui si è fatto cenno. Fin da subito e poi con più lettere, a seguito, oltre che prima di mirati incontri svoltisi presso la prefettura di Reggio Calabria, si è prospettato il fatto che, trascorso un primo periodo emergenziale, cui ancorare il legittimo esborso, di risorse della collettività Rosarnese per assistere i nuclei familiari costretti a lasciare le proprie abitazioni, non sarebbe stato più possibile assicurare la permanenza degli stessi presso l’unica struttura residenziale in oggetto.
Al contempo, si è richiesto a più riprese un sostegno economico che potesse consentire tale permanenza entro il lasso temporale utile all’individuazione della soluzione tecnica più idonea alla messa in sicurezza dell’aria interessata o all’abbattimento dell’immobile causa del rischio, in vista del rientro in sicurezza dei nuclei familiari nelle proprie abitazioni.

Ciò con l’indispensabile supporto regionale o di altre articolazioni tecniche capaci di valutare la complessità della situazione così da non compiere danni maggiori.

Spiace purtroppo far presente che però, ad oggi e nella speranza che tali richieste possano trovare accoglimento entro lunedì prossimo, l’assenza dell’auspicata disponibilità delle risorse economiche da parte dei soggetti istituzionali rete veramente interessati impone di fissare il termine ultimo della convenzione stipulata con il residence in quello del 7 marzo”.

Ad oggi gli abitanti hanno ottenuto altri 7 giorni di proroga presso la struttura a San Ferdinando, che scadranno il 14 marzo.
Si spera che fino ad allora le istituzioni interpellate possano dare risposte.

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