Rosarno – Omicidio Antonio Pupo: esclusa aggravante premeditazione. Bersano condannato a 30 anni

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Il 4 agosto 2020 Bersano Carmelo è stato arrestato a Rosarno per avere ucciso il cognato Pupo Antonio e ferito il nipote Michele con l’aggravante della premeditazione.

 

Proprio a causa della contestazione di tale aggravante, a seguito della riformadell’art. 438 del codice di procedura penale del 2019, egli non ha potuto accedere al rito abbreviato che non può applicarsi ai reati puniti con la pena dell’ergastolo, quali l’omicidio premeditato.

Pertanto Bersano, su richiesta del sostituto procuratore dott. Romano, era stato rinviato a giudizio innanzi la Corte di Assise di Palmi per rispondere dei reati di omicidio, tentato omicidio, ricettazione della pistola e detenzione dei proiettili.

 

La Corte di Assise di Palmi ( Presidente dott. Petrone, a latere dott. Iazzetti ) con la sentenza emessa ,in accoglimento degli argomenti difensivi dell’avv. Borgese, ha escluso la sussistenza dell’aggravante della premeditazione.

La premeditazione, se riconosciuta, avrebbe portato alla pena  dell’ergastolo. La Corte d’Assise ha concesso le attenuanti generiche equivalenti all’aggravante dei motivi abietti o futili ed ha condannato Bersano Carmelo alla pena di anni 30 di reclusioneper i reati contestatigli di omicidio di Pupo Antonio, tentato omicidio di Pupo Michele e ricettazione dell’arma, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

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