Stai lontana da me, critica e recensione

Stai lontana da me, uscito nelle sale cinematografiche in questi giorni,  diretto da Alessio Maria Federici, appartiene anch’esso alla categoria Remake . Ultimamente in Italia cosi come nel resto del mondo, soprattutto nel cinema americano e in parte in quello europeo, prende sempre più piede questa forma cinematografica che offre  la possibilità di ri-mettere in scena un film già prodotto , un rifacimento di un soggetto già esistente , in forma di adattamento o di vero e proprio remake. Quest’ultimo può rimanere solitamente conforme e fedele alla sceneggiatura , al soggetto , come allo stesso tempo può distanziarsi e inserire novità , dettagli. Maggiore è lo spazio temporale che intercorre tra i due film maggiori possono essere le differenze tra le pellicole.

 Non è ben noto il motivo per il quale molte volte i registi decidono di ricorrere al remake, se per mancanza di idee originali,o per qualche altra ragione, fatto sta che in Italia, tale forma di produzione cinematografica, negli ultimi anni sta riscuotendo successo.

Citiamone un esempio: Benvenuti al Sud , rifacimento della pellicola francese Giù al nord. Il prodotto nostrano diretto da Luca Miniero , nel primo weekend ha incassato la cifra di 3.792.000  € , raggiungendo l’incasso totale di € 29.868.000 . Un bel risultato e successo sia per il regista che per il cast, e credo stia proprio in questo il segreto quando si tenta di riproporre una pellicola già esistente : puntare su un cast completo, deciso, importante.

Tornando a “Stai lontana da me”, Alessio Maria Federici ha puntato su due attori con grande visibilità cinematografica negli ultimi anni : Enrico Brignano, consacrato come  uno dei migliori comici in Italia negli ultimi anni , ed Ambra Angiolini, la quale dal 2006 grazie a Ferzan Ozpetek,e al film Saturno contro debutta sul grande schermo.

Ispirato al film  “Per sfortuna che ci sei” , il regista italiano, a differenza di quello Francese (Nicolas Cuche) il quale nella versione originale ha puntato molto sullo slapstick (termine che indica una comicità basta sul linguaggio del corpo) , focalizza la sua attenzione sulla tenerezza dei personaggi principali, ma allo stesso tempo riesce a valorizzare e dare  spazio anche ad attori secondari, a personaggi di “contorno” .

Il tema messo in scena è la sfiga. Jacopo (Brignano) consulente di coppia , è un maestro del riconciliamento , aiutare le coppie in difficoltà è il suo mestiere , ma ci si chiede come mai un uomo che riesce a rappezzare così bene le vite amorose altrui , sia ancora single. Una maledizione lanciatagli anni prima da una compagna delle elementari gli impedisce di vivere tranquillamente i suoi rapporti , ogni donna che passa al suo cospetto diventa così una povera malcapitata perseguitata dalla sfortuna. Sembra ormai rassegnato a vivere da solo, ma quando trova la donna della sua vita (Ambra Angiolini) decide di liberarsi della condanna , riuscendo così a capire che la sua unica maledizione  è quella che noi stessi richiamiamo quando ci scatta dentro lo spavento di relazionarci con qualcosa: nel suo caso, la paura di impegnarsi seriamente in un rapporto.

La coppia , sembra ben funzionare da un lato una Ambra che riesce a calarsi perfettamente nei panni della protagonista Sara, donandole anima e corpo, dall’altro un Enrico Brignano che con la sua comicità semplice, pulita a volte ingenua riesce a impersonificare lo stereotipo del maschio single italiano (e un po’ sfortunato) tra i 40 e i 50 anni : un eterno e tenero bambinone.

Non sarà di certo la commedia all’italiana di Monicelli, De Sica o dell’ineguagliabile Antonio De Curtis, ma il prodotto sembra funzionare, una pellicola piacevole, una commedia semplice , simpatica, romantica ,che ci fa aprire gli occhi in tempi di matrimoni separazioni e divorzi lampo , ma allo stesso tempo ci fa sorridere.

Giada Zurzolo