Uccisa 10 anni fa in Calabria: otto nuovi indagati nell’inchiesta sull’omicidio di Maria Chindamo

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A dieci anni dalla sua scomparsa, si riapre un nuovo fronte investigativo sull’omicidio di Maria Chindamo, l’imprenditrice agricola scomparsa il 6 maggio 2016 davanti ai suoi terreni a Limbadi, nel Vibonese. Sono otto i nuovi indagati nell’inchiesta della DDA di Catanzaro, quattro dei quali sarebbero parenti dell’ex marito della donna, Ferdinando Punturiero.

Maria Chindamo, commercialista e madre di tre figli, è diventata nel tempo un simbolo della libertà e della volontà di rifarsi una nuova vita. La sua scomparsa è stata ricondotta dagli investigatori a un contesto nel quale sarebbero confluiti l’interesse per i suoi terreni e le tensioni maturate dopo la fine del matrimonio.

Il nuovo atto investigativo della DDA di Catanzaro procede, secondo quanto riportato, per le ipotesi di concorso in omicidio, distruzione di cadavere e associazione mafiosa.

Del corpo di Maria Chindamo non è mai stata trovata traccia. Alcuni collaboratori di giustizia hanno riferito che la donna sarebbe stata uccisa e che il suo corpo sarebbe stato dato in pasto ai maiali.

La mattina della scomparsa Maria si trovava davanti ai suoi terreni quando venne aggredita e portata via. Nel luogo della scomparsa furono trovate tracce di sangue sul Suv e sul muro di cinta dell’azienda.

Particolare rilevante nell’inchiesta è quello relativo alle telecamere di videosorveglianza. Gli impianti appartenevano a Salvatore Ascone, titolare delle proprietà situate di fronte al luogo della scomparsa. Ascone è già imputato nel processo per l’omicidio di Maria Chindamo con l’accusa di concorso in omicidio. Secondo l’accusa, il sistema di videosorveglianza sarebbe stato manomesso.

Tra le piste investigative è stata presa in considerazione anche quella legata alla famiglia dell’ex marito. Ferdinando Punturiero, con il quale Maria aveva avuto tre figli, si suicidò nel maggio del 2015, circa un anno prima della scomparsa della donna. La separazione e la nuova vita intrapresa da Maria avrebbero alimentato tensioni all’interno della famiglia dell’ex marito.

Un altro elemento al centro delle indagini riguarda l’interesse della cosca Mancuso per i terreni e le attività agricole della donna. La vicenda giudiziaria ha così intrecciato negli anni l’ipotesi di un delitto maturato in un contesto mafioso con quella di una possibile vendetta legata alla separazione e alla nuova relazione di Maria.

Ora, a dieci anni dalla scomparsa, l’inchiesta registra un nuovo sviluppo con otto persone iscritte nel registro degli indagati. Gli investigatori stanno esaminando anche tracce biologiche e reperti acquisiti nel corso delle attività investigative, nel tentativo di ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto a Maria Chindamo e individuare tutte le eventuali responsabilità.

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