Studenti bloccati a Dubai, la rabbia di una madre calabrese: “Sono lasciati soli, scendono nei bunker”

138

Tensione e paura per un gruppo di studenti italiani rimasti negli Emirati Arabi Uniti dopo l’escalation militare. Tra loro anche una 17enne catanzarese: la madre denuncia isolamento e mancanza di assistenza.

«Sono arrabbiata nera. I ragazzi sono lasciati a loro stessi, anche per mangiare. Stanotte sono scesi più volte nei bunker e anche la loro tenuta psicologica sta cominciando a venire meno. Il ministro Crosetto è stato fatto rientrare. Loro sono ancora là».

A parlare è la madre di una studentessa 17enne di Catanzaro rimasta bloccata a Dubai.

La giovane, iscritta al Liceo classico, si trovava negli Emirati Arabi Uniti nell’ambito di un progetto di simulazione diplomatica organizzato dall’WSC Italia. Sabato scorso, giunti in aeroporto per il rientro, gli studenti hanno appreso dell’impossibilità di partire a causa degli attacchi sul Paese. Inizialmente sistemati in alberghi vicini allo scalo, sono poi rientrati nella struttura dove avevano trascorso la settimana di studio.

«Mia figlia è in un albergo del centro e quando è stato colpito il Burj Al Arab, alcuni detriti del razzo sono caduti anche vicino a dove stanno loro», racconta la donna.

«La notte scorsa – aggiunge – insieme ai compagni è scesa più volte nei bunker dell’hotel e adesso stava dormendo. Sono arrabbiata perché nessuno della Farnesina mi ha contattato. I ragazzi hanno ricevuto la visita del console italiano, ma dopo si sono dovuti arrangiare da soli. L’albergo non fornisce pasti e loro devono comprarsi il cibo con il delivery. Alcuni hanno anche finito i soldi, visto che dovevano rientrare sabato scorso, e si stanno aiutando tra loro».

Secondo il racconto della madre, inizialmente l’umore dei ragazzi era complessivamente buono, ma con il passare dei giorni la situazione starebbe diventando più pesante: «Qualcuno sta iniziando a cedere psicologicamente, hanno paura».

«Al momento – conclude – non abbiamo idea di come il governo abbia intenzione di far rientrare i ragazzi in Italia e soprattutto quando. Mia figlia, per il carattere che ha, sta complessivamente bene e resiste allo stress, ma più il tempo passa e più anche questo aspetto è a rischio».

La donna tiene però a ringraziare l’Associazione WSC Italia, che «sta supervisionando la situazione dei ragazzi» e mantenendo i contatti con le famiglie.

Articolo precedente Orgoglio rosarnese a Sanremo: Stefania Garruzzo, la truccatrice delle stelle
Articolo successivoOlio, allarme Coldiretti-Unaprol: +57% arrivi di olio straniero. Stretta sulla tracciabilità dal 1° marzo 2026