Le associazioni di categoria lanciano un nuovo appello all’Esecutivo per contrastare l’impatto del caro carburanti su una categoria fortemente penalizzata, chiedendo misure concrete e strutturali.
Caro carburanti: Fiarc Confesercenti al Governo, “Introdurre credito di imposta per gli agenti di commercio e i consulenti finanziari”.
La richiesta è contenuta in una lettera inviata alla Presidenza del Consiglio dei ministri insieme alle altre associazioni di categoria e sindacati: Fnaarc, Fisascat, Uiltucs, Ugl Terziario, Anasf, Federagenti e Usarci.
Introdurre un credito di imposta pari almeno al 20% delle spese per carburante: è questa la proposta avanzata per fronteggiare una criticità definita ormai strutturale, legata al continuo aumento dei costi del carburante.
Nella richiesta si sottolinea come l’incremento dei prezzi stia colpendo in modo significativo agenti e rappresentanti di commercio e consulenti finanziari, categorie che basano la propria attività sugli spostamenti. Secondo le associazioni, l’intervento del Governo con la riduzione delle accise si è rivelato insufficiente a compensare gli effetti economici dell’aumento.
Viene inoltre evidenziato come queste categorie risultino escluse da strumenti di sostegno già previsti per altri comparti, come pesca e autotrasporto.
Per questo si chiede l’adozione di un provvedimento che preveda: l’introduzione di un credito d’imposta del 20%, l’estensione della misura agli agenti regolarmente iscritti e modalità di accesso semplici, in linea con quelle già adottate per altri settori.
“Un simile intervento – concludono Fiarc e le associazioni – consentirebbe di ristabilire un principio di equità tra categorie economiche e di sostenere concretamente una componente fondamentale del sistema distributivo nazionale”.
































