A Villa San Giovanni nuova mobilitazione di Legambiente, Greenpeace, WWF e Lipu contro il Ponte sullo Stretto. Passeggiata di solidarietà con gli espropriandi, striscione “No Ponte” in mare e un incontro pubblico per ribadire la contrarietà all’opera, ritenuta inutile, dannosa e troppo costosa.
Prosegue la mobilitazione di Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e WWF Italia contro la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. In occasione della tappa calabrese di Goletta Verde, le quattro associazioni hanno organizzato una giornata di iniziative a Villa San Giovanni per ribadire la propria contrarietà al progetto e richiamare l’attenzione sulle criticità ambientali, economiche e infrastrutturali che, a loro avviso, caratterizzano l’opera.
Tra le iniziative promosse, una passeggiata di solidarietà con i cittadini destinatari delle procedure di esproprio e l’esposizione di uno striscione con la scritta “No Ponte” a bordo di Goletta Verde durante la navigazione nel tratto di mare che collega Calabria e Sicilia.
Secondo le associazioni ambientaliste, il Ponte rappresenterebbe un’infrastruttura inutile, dannosa e particolarmente onerosa per le casse pubbliche, sottraendo risorse economiche che potrebbero essere destinate al miglioramento della mobilità sostenibile nelle due regioni e nel resto del Paese. Le organizzazioni evidenziano inoltre i possibili impatti sugli ecosistemi marini, costieri e sulle aree protette, oltre ai rischi connessi alle caratteristiche geologiche e sismiche dell’area dello Stretto.
Questi temi saranno approfonditi durante l’incontro pubblico “L’ombra del Ponte sullo Stretto e la mobilità che non c’è”, in programma alle 18.30 in Piazza delle Repubbliche Marinare a Villa San Giovanni. All’iniziativa prenderanno parte, tra gli altri, Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, Giuseppina Caminiti, sindaca di Villa San Giovanni, Gaetano Benedetto, vicepresidente nazionale del WWF, Giorgia Gaibani della Lipu, Daniele Cianciminodel Centro Azione Giuridica Legambiente, Domenico Cappellano del Touring Club Italiano e Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, che concluderà l’incontro.
Le quattro associazioni hanno inoltre ricordato le numerose iniziative legali intraprese negli ultimi anni contro il progetto, tra cui il ricorso al Tar del Lazio contro il parere favorevole della Commissione VIA-VAS, la diffida al CIPESS, il reclamo alla Commissione Europea, una memoria presentata alla Corte dei Conti nel 2025 e una recente nota inviata al Governo Meloni sul rischio di esposizione finanziaria dello Stato legato alla realizzazione dell’opera.
Nel corso della mobilitazione è stato posto l’accento anche sulle condizioni della rete ferroviaria nel Mezzogiorno. Secondo i dati illustrati da Legambiente, in Calabria il 68% della rete ferroviaria è ancora a binario unico, mentre in Sicilia la quota sale all’81%. Per percorrere la tratta Reggio Calabria-Bari, viene evidenziato, possono essere necessarie fino a 10 ore e mezza, con numerosi cambi.
«Il Governo continua a considerare il Ponte una priorità – ha dichiarato Stefano Ciafani – mentre pendolari e turisti fanno ancora i conti con collegamenti ferroviari lenti e insufficienti. Servono investimenti sul trasporto ferroviario e sulla mobilità sostenibile, non una cattedrale nel deserto».
Sulla stessa linea anche Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, che ha ribadito come Calabria e Siciliaabbiano esigenze infrastrutturali più urgenti, a partire dal potenziamento della rete ferroviaria, dall’Alta Velocità fino a Reggio Calabria e da un sistema di trasporti più moderno, sostenibile ed efficace, ritenuto fondamentale anche per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e contrasto ai cambiamenti climatici.

































