Operazione interforze coordinata dalla Procura: contestate l’occupazione abusiva del demanio marittimo e violazioni paesaggistiche
Un’area demaniale di circa 26mila metri quadrati era stata occupata abusivamente e destinata alla coltivazione di cipolle. La scoperta è avvenuta nel corso di una serie di controlli disposti dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, guidata dal procuratore Elio Romano.
L’operazione è stata condotta dal gruppo interforze composto dalla Guardia Costiera di Vibo Valentia e di Pizzo, dal Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia e di Lamezia Terme, dal Gruppo Carabinieri Forestale di Catanzaro, con il supporto tecnico-scientifico dell’Arpacal di Catanzaro.
Nel corso delle verifiche è emerso che il terreno era stato completamente trasformato per l’attività agricola. L’area risultava infatti delimitata da siepi di oleandri e da una recinzione realizzata con paletti in legno e rete metallica. Erano inoltre presenti strutture in ferro con copertura in plastica destinate alla protezione delle colture e un articolato impianto di irrigazione, costituito da tubazioni, raccordi ed erogatori.
Il sequestro preventivo dell’area è stato successivamente convalidato dal giudice per le indagini preliminari.
Al titolare dell’azienda agricola sono state contestate le ipotesi di reato di occupazione abusiva di area demaniale marittima e violazione della normativa paesaggistica.

































