Aldo Libri: il SUL è un organismo collettivo nel quale ciascuno ha ruolo e libertà d’espressione

Alla fine è arrivata una risposta del Coordinatore della RSU del Comune di Reggio Calabria che, sbadatamente, non si è accorto che il nostro comunicato era firmato congiuntamente da me e da Nino Lopresto, Componente RSU. Non si tratta di pignoleria, ma solo per rimarcare che il SUL è un organismo collettivo nel quale ciascuno ha ruolo e libertà d’espressione. Tra l’altro non mi pare un esercizio di verità quello di sostenere che la rappresentanza del SUL si è divisa, dal momento che tutti noi, RSU e struttura provinciale, siamo contrari a quell’accordo ed uno solo di noi ha posto una firma “tecnica” per consentire che arrivasse il testo in assemblea, ossia alla decisione collettiva dei dipendenti. Va detto anche che la delegazione SUL era decisiva per assicurare il numero legale che garantisse la validità delle decisioni della RSU. Per responsabilità abbiamo scelto di non abbandonare la seduta. Se avessimo usato il metodo da azzeccagarbugli che altri provano ad usare verso di noi non ci sarebbe stato alcun pronunciamento.

             Venendo al merito delle questioni che si devono trattare continuiamo ad esporre le nostre posizioni con chiarezza e correttezza:

  1. i contratti e gli accordi si firmano se contengono soluzioni positive e vantaggiose per tutti i lavoratori, altrimenti è bene evitare di apporre firme che possono pesare come macigni. Inoltre, un conto è la firma tecnica su un preaccordo in attesa dell’assemblea dei lavoratori, altro è correre a firmare ben prima dell’assemblea dei lavoratori con una fretta che, mi si permetta, è sospetta;
  2. che fossimo in prossimità di un provvedimento legislativo era risaputo. E che quel testo avrebbe contenuto norme importanti per la situazione comunale reggina era anche noto. Addirittura la sua promulgazione è stata anticipata rispetto alla data prevista. Ed allora ripeto la domanda: che bisogno c’era di tenere la riunione, di firmare l’ipotesi di accordo, di rompere un fronte sindacale RSU unitario, di ricercare spaccature con atteggiamenti di provocazione se a distanza di 48 ore il Governo ci avrebbe detto cosa esattamente occorreva fare per uscire dall’impasse generale? Autorevoli commentatori sulla materia (vedi articoli  in merito sul Sole 24 Ore ed ItaliaOggi) hanno parlato di mini-condono e che il salario accessorio non deve essere restituito!. Qui, invece, al Comune di Reggio Calabria, il problema era di scapicollarsi a sancire un patto che risulta punitivo per 260 dipendenti comunali in servizio. A proposito: mi chiedo e ci chiediamo, chi sono questi dipendenti comunali che subiranno le conseguenze di quell’accordo firmato? Noi non conosciamo i loro nomi, altri si e, vanno rassicurando alcuni dipendenti comunali riguardo alla loro assenza dalla lista. Sarebbe corretto e giusto che tutti i dipendenti comunali fossero a conoscenza di quali nominativi saranno inclusi nella “Lista nera”. Sarebbe anche corretto e trasparente capire come si è venuti a conoscenza della lista;
  3. che risparmio produce per l’Amministrazione Comunale questa operazione? Presto detto: euro zero. Tutte le risorse economiche/finanziarie che saranno sottratte al salario accessorio dei 260 dipendenti comunali, saranno reimpiegate e destinate per finanziare il salario accessorio del restante personale comunale. E qui una domanda semplice: a che serve colpire il salario presente e/o futuro di 260 dipendenti comunali se non si ha un risparmio economico; serve solo ad incrementare il fondo per la contrattazione decentrata per tutti gli altri? E poi ancora, abbiamo chiesto pubblicamente senza avere alcuna risposta, se era proprio indispensabile emanare in questi particolari frangenti, il bando interno per le Alte Professionalità e Posizioni Organizzative che comporta una spesa di oltre mezzo milione di euro per singolo anno e per pochi dipendenti comunali. Ed abbiamo ripetutamente richiesto che si colpissero le responsabilità di chi ha determinato l’attuale situazione, cioè le direzioni politiche ed amministrative. Anche in questa battaglia siamo stati lasciati da soli. Siccome siamo gli unici a porre in continuazione questi quesiti devo desumere che le altre Organizzazioni Sindacali siano d’accordo e che sia d’accordo anche il Coordinatore RSU?;
  4. c’è dunque un accordo che il Coordinatore RSU e le Organizzazioni Sindacali di Categoria di CGIL e CISL hanno provveduto a firmare, sebbene in giorni diversi. Ma avete la certezza che la Commissione Straordinaria Comunale accetterà quel testo e, soprattutto, che verrà ritirato il giudizio pendente innanzi al Giudice del Lavoro? Che segnali ci sono in merito? Sapete che per mandare in vigore quell’accordo occorre notificare ai dipendenti comunali il ritiro delle comunicazioni di trattenute sullo stipendio e poi rinotificarlo alle 260 vittime? E poi, che fine farà il giudizio pendente, la cui conclusione è prevista per il mese di giugno 2014? C’è scritto in qualche comma del testo dell’accordo che sarà ritirata la causa pendente o i lavoratori sono ancora sotto la spada di Damocle del giudizio?;
  5. qualche Rappresentante di altri Sindacati ci attacca dicendo che abbiamo garantito l’assistenza legale gratuita ai dipendenti comunali che volessero ricorrere in sede giudiziaria se colpiti da ingiusti provvedimenti. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo ancora. Noi la battaglia la faremo fino in fondo e siamo lieti se viene ricordato ai dipendenti comunali, anche da chi vuole fare polemica con noi;
  6. il Coordinatore RSU chiede quali proposte abbiamo. Distrazione o polemica demagogica? Le nostre proposte sono state avanzate ripetutamente. È notorio che abbiamo sempre pensato ad un sistema solidale nel quale tutti contribuissero a colmare il surplus di stanziamento per i Contratti Decentrati Integrativi Collettivi. Ed abbiamo, però, aggiunto che questa cifra economica andava quantificata dopo aver stabilito quanto avrebbero dovuto versare le direzioni politiche ed amministrative responsabili. Tutto chiaro e perfettamente logico.

 Infine, il Coordinatore RSU parla di mancata rappresentatività del SUL. Su cosa basa questo giudizio dovrebbe chiarirlo. Ha presente il dato delle deleghe attive dei dipendenti comunali, la quota di adesione al SUL o parla per sentito dire o, peggio, per conto terzi? La verità è che il SUL è una sigla scomoda che ha dimostrato di fare patti solo se vantaggiosi per i lavoratori ed equi, nel senso che chi ha responsabilità ne risponde, politico o dirigente che sia. Noi non siamo condizionati o condizionabili, non c’è scambio con il quale possono allettarci o farci assumere posizioni, non lavoriamo per le posizioni professionali acquisibili.

 Proviamo solo a fare, come meglio sappiamo, il nostro mestiere di rappresentanti dei lavoratori.

 

                                                                                              p. Coordinamento Provinciale SUL

                                                                                                                Aldo LIBRI