Nuovo passo avanti nella lotta alla criminalità organizzata e ai patrimoni illeciti in Calabria, con un rafforzamento della collaborazione tra magistratura e forze dell’ordine.
Il Procuratore Generale della Corte d’Appello di Reggio Calabria, Gerardo Dominijanni, e il Comandante Regionale Calabria della Guardia di Finanza, Generale di Divisione Gianluigi D’Alfonso, hanno sottoscritto un “memorandum operativo” in materia di confische patrimoniali, con particolare riferimento alle misure ablative connesse a sentenze definitive e ai provvedimenti del giudice dell’esecuzione.
L’accordo punta a rendere ancora più efficaci le attività investigative finalizzate a sottrarre ai condannati i patrimoni illeciti accumulati, colpendo le ricchezze frutto o reimpiego di attività criminali. Nei casi previsti, sarà possibile procedere anche alla confisca dei beni sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati o all’equivalente valore economico.
L’intesa prevede inoltre l’istituzione di un tavolo tecnico permanente tra magistrati e Guardia di Finanza, con incontri periodici dedicati all’analisi e al coordinamento delle attività, oltre a specifici percorsi di formazione per potenziare gli strumenti investigativi già in uso.
Si tratta di un ulteriore tassello nella consolidata sinergia tra le Autorità Giudiziarie reggine e la Guardia di Finanza, impegnate nell’azione di contrasto ai patrimoni riconducibili a reati e, in particolare, alla ’ndrangheta, in un contesto in cui le organizzazioni criminali tendono a reinvestire i proventi illeciti nell’economia legale, alterando il mercato.
Significativi i numeri: nel solo 2025, i reparti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno disposto confische per oltre 580 milioni di euro, tra denaro, immobili, aziende e strumenti finanziari, confermando l’intensità dell’azione di contrasto sul territorio.
































