Aggressioni e disordini nel penitenziario calabrese: ferito un agente della Polizia Penitenziaria, momenti di tensione anche nel reparto isolamento
Nuova giornata di tensione nel carcere di Vibo Valentia, dove ieri si sono registrati episodi di violenza e disordini all’interno della struttura penitenziaria. A denunciare quanto accaduto è stato il sindacato SAPPE, attraverso il segretario provinciale Gianpiero Greco.
Secondo quanto riferito dal sindacato, nel primo pomeriggio un detenuto appartenente al circuito di media sicurezzaavrebbe aggredito senza apparente motivo l’agente in servizio al piano terra del reparto. L’episodio ha provocato al poliziotto penitenziario un trauma con prognosi di sette giorni.
Contemporaneamente, nel reparto isolamento, un altro detenuto sottoposto al regime del 14 bis, misura applicata ai soggetti considerati particolarmente problematici per l’ordine e la sicurezza interna, si sarebbe barricato all’interno della sezione impossessandosi di un estintore. Il detenuto avrebbe quindi minacciato l’ispettore di sorveglianza tentando di scaricargli addosso il contenuto dell’estintore.
L’intervento dell’ispettore ha però evitato conseguenze peggiori: il detenuto è stato bloccato e la situazione è tornata sotto controllo dopo momenti di forte tensione.
Durissima la presa di posizione del SAPPE. Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del sindacato, insieme al segretario nazionale Francesco Ciccone, ha parlato di una situazione ormai “al collasso” nelle carceri italiane.
“Le aggressioni nelle carceri – affermano i rappresentanti sindacali – sono aumentate passando da circa 1700 a oltre 2000 all’anno. A pesare sono il sovraffollamento, la carenza di personale e una popolazione detenuta sempre più violenta e aggressiva”.
Il sindacato chiede al Governo di proseguire con le assunzioni nella Polizia Penitenziaria per colmare il deficit di circa 4 mila unità determinato dai tagli del passato. Inoltre, viene sollecitato un intervento specifico per la gestione dei detenuti con problemi psichiatrici, tema già richiamato dalla sentenza della Corte Costituzionale del gennaio 2022.































