Tredici avvisi di conclusione delle indagini preliminari sono stati notificati dalla Guardia di Finanza nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti, nella prospettiva accusatoria, coinvolti in presunti episodi di corruzione legati alle procedure di appalto per la fornitura di prodotti sanitari. Le gare, indette tra il 2019 e il 2021 dalle principali strutture sanitarie provinciali, avrebbero avuto un valore complessivo superiore a 3 milioni di euro. Nel corso delle indagini sarebbero state documentate dazioni di denaro contante per oltre 45mila euro.
I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno notificato i provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica pitagorica, guidata dal dottor Domenico Guarascio. Le attività investigative sono state condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria sotto il coordinamento dell’Ufficio di Procura.
Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire alcuni presunti episodi di malaffare connessi all’indizione e alla gestione di diverse procedure per la fornitura di prodotti sanitari, promosse dalle principali strutture sanitarie della provincia tra il 2019 e il 2021.
Secondo l’ipotesi accusatoria, nelle presunte dinamiche illecite sarebbero stati coinvolti pubblici funzionari in servizio all’epoca presso l’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, oltre a imprenditori e professionisti, che avrebbero avuto ruoli diversi nella manipolazione delle procedure di aggiudicazione.
In più occasioni sarebbe stata accertata l’anticipazione della documentazione di gara, insieme alla condivisione di informazioni riservate sulle decisioni delle stazioni appaltanti. Sarebbe emerso, inoltre, il coinvolgimento diretto di referenti delle imprese nella predisposizione dei capitolati e dei disciplinari tecnici, con l’obiettivo di favorire determinate aziende.
Le indagini avrebbero permesso di ricostruire anche presunti accordi corruttivi basati sul pagamento di somme di denaro, calcolate in percentuale rispetto al valore degli appalti. In diversi casi, i pagamenti sarebbero stati mascherati attraverso fittizie prestazioni di consulenza.
Nel corso dell’attività investigativa sono state monitorate e documentate diverse consegne di denaro contante, per un importo complessivo superiore a 45mila euro.
L’operazione testimonia l’attività della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica di Crotone nel contrasto ai fenomeni corruttivi che, secondo quanto evidenziato dagli investigatori, possono alterare la concorrenza tra le imprese e incidere sui costi e sull’efficienza dei servizi pubblici.
































