Consegnato all’Italia esponente di spicco della ‘Ndrangheta catturato in Spagna nel giugno scorso

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L’Autorità giudiziaria spagnola ha disposto la consegna all’Italia di Domenico Paviglianiti, ritenuto elemento di vertice dell’omonima cosca di ’ndrangheta operante nella provincia reggina e con proiezioni nel Nord Italia e all’estero.

Nei suoi confronti era pendente un Mandato di Arresto Europeo, derivante da un ordine di esecuzione della Procura della Repubblica di Bologna, per un cumulo di pene di oltre 19 anni di carcere per reati di associazione mafiosa, omicidio e armi.

Paviglianiti era stato catturato dalla Policía Nacional del Regno di Spagna il 26 giugno scorso, nell’ambito di un’operazione congiunta con il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria.

L’uomo è stato scortato dal personale dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against Ndrangheta) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, affiancato da militari della Guardia di Finanza di Reggio Calabria. Prelevato presso l’aeroporto di Madrid-Barajas, è stato preso in consegna dalla Policía Nacional e trasferito all’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino.

Per le operazioni di sbarco, il dispositivo si è avvalso anche del supporto operativo del Gruppo Guardia di Finanza Fiumicino e dello S.C.I.C.O.. Dopo il fotosegnalamento e la notifica del mandato da parte della Polizia di Frontiera Aerea, il soggetto rimpatriato è stato concentrato, ad opera della Polizia Penitenziaria, presso la Casa Circondariale dove inizierà la detenzione sotto la giurisdizione italiana.

Era irreperibile dal 2022

Resosi irreperibile dal 2022, Paviglianiti è stato individuato dalla Guardia di Finanza e dall’UDYCO Central (Unidad de Droga y Crimen Organizado), divisione della polizia spagnola specializzata nel contrasto al narcotraffico e alle organizzazioni criminali internazionali, sulla scorta della cooperazione giudiziaria e di quella di polizia.

Per le attività di indagine oltreconfine, è stato decisivo il supporto alla cattura dell’Unità I-CAN del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, del Comando Generale della Guardia di Finanza, dello S.C.I.C.O. e dell’Ufficiale di Collegamento della Policía Nacional presso l’Ambasciata del Regno di Spagna a Roma.

L’arresto è scaturito dal monitoraggio di alcuni soggetti rientranti nella sfera di relazione dell’allora ricercato. Paviglianiti è stato individuato a Soria, località dell’entroterra spagnola a circa 200 chilometri da Madrid, dove è stato fermato all’uscita di un ristorante.

Il percorso criminale dell’arrestato si inserisce anche nel contesto della cosiddetta seconda guerra di ’ndrangheta, tra il 1985 e il 1991, nell’ambito della quale, secondo quanto ricostruito, rivestiva già un ruolo di primo piano, schierandosi a sostegno della cosca De Stefano nella contrapposizione con il gruppo Condello.

Nel corso degli anni, Paviglianiti è stato destinatario di plurimi provvedimenti restrittivi e condanne definitive per reati di particolare gravità, tra cui associazione di tipo mafioso, omicidio e traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

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