“Ad oggi non si è fatto sentire nessuno, come se di nostra figlia non importasse alcunché”. È la denuncia della madre di una 15enne di Zungri, nel Vibonese, affetta da una grave disabilità e che, durante l’intero orario scolastico, non può contare su tutte le figure assistenziali necessarie.
La ragazza ha iniziato a frequentare la prima classe della scuola secondaria di primo grado, ma a una settimana dall’avvio delle lezioni la famiglia riferisce di non aver ancora ricevuto risposte sull’attivazione di tutte le figure professionali necessarie per garantire alla studentessa il supporto di cui ha bisogno.
“Negli anni scorsi – ha detto la donna – l’affiancamento di queste figure professionali era avvenuto, seppur in ritardo, ma quest’anno non abbiamo ricevuto ancora notizie e la scuola è iniziata già da una settimana”.
Secondo quanto riferito dalla madre, la situazione della figlia era stata segnalata con largo anticipo alle istituzioni competenti. “Abbiamo segnalato per tempo alle istituzioni competenti la condizione di nostra figlia che quindi era ben nota ma nulla si è mosso nonostante le nostre diffide trasmesse attraverso i nostri legali. Con l’inizio delle lezioni abbiamo chiesto nuovamente ma non ci sono state fornite risposte”.
La 15enne utilizza permanentemente una carrozzina posturale personalizzata ed è affetta da tetraparesi discinetica, atrofia cerebellare progressiva ed epilessia. Per la sua condizione necessita di assistenza continua per diverse attività quotidiane, tra cui l’alimentazione, effettuata anche mediante Peg, la postura, la movimentazione, l’igiene personale e il cambio.
“Nostra figlia – ha aggiunto la madre – necessita di supporto anche perché per via della sua condizione questo le è stato riconosciuto e pertanto non è assolutamente pensabile che possa svolgere l’intero anno scolastico senza di esso”.
La famiglia sostiene quindi di aver sollecitato nuovamente le istituzioni con l’inizio delle lezioni, senza però ottenere risposte. Una situazione che preoccupa la madre, soprattutto per le necessità assistenziali della figlia durante la permanenza a scuola.
“Mi chiedo – conclude la donna – come si possa avere il cuore di lasciare una ragazzina in queste condizioni. Dov’è il diritto allo studio che la Costituzione garantisce ad ogni singolo cittadino? Noi andremo avanti fin quando tutte le figure di sostegno necessarie a nostra figlia non saranno messe a sua disposizione. È una questione di civiltà e di giustizia sociale”.
































