Cgil Calabria, Trotta:  “Benzina a 2 euro per 30 giorni, ticket più cari d’Italia e caro vita. C’è ben poco da festeggiare”

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CATANZARO – “Il trionfo per un litro di benzina a 2 euro e di diesel a 2 euro e venti centesimi, le lunghe file ai distributori e il grido di aiuto degli agricoltori ieri in protesta, raccontano un Paese sull’orlo della crisi, mentre il governo per distrarre l’opinione pubblica punta al tetto massimo di alunni stranieri e al velo islamico. Peccato che le famiglie fatichino a mettere insieme il pranzo e la cena”.

Il Segretario Generale Cgil Calabria Gianfranco Trotta non condivide l’esultanza del governo Meloni: “Si tratta di un primo passo, ma non è affatto qualcosa di strutturale. L’accordo raggiunto con le compagnie petrolifere evita loro la tassazione sugli extra profitti ed è limitato nel tempo”.

I rincari energetici e le ricadute a cascata, stanno logorando il potere d’acquisto e la tenuta delle famiglie. In Calabria, con stipendi fermi e infrastrutture vetuste che costringono al trasporto su gomma, gli effetti di questa congiuntura stanno diventando drammatici”, osserva Trotta.

Secondo l’indagine di Federconsumatori gli aumenti sul carburante in Calabria sono stati in media più alti che quelli applicati nel resto del Paese. Così, se in media una famiglia italiana ha dovuto sostenere una spesa di 275 euro per ricaduta diretta e di 224,50 per gli effetti del trasporto su gomma dei beni di largo consumo, nella nostra regione le famiglie hanno pagato molto di più.

Rimane poi lo schiaffo dell’aumento dei ticket sanitari: “Se non ci fosse di mezzo la salute dei calabresi, si sarebbe potuto pensare ad una provocazione. E, invece, una delle regioni in cui è più difficile accedere alle prestazioni sanitarie con il servizio pubblico, è diventata anche quella a cui è stato applicato il maggior rincaro sui ticket sanitario previsto dal tariffario nazionale”, commenta il Segretario. 

“La Calabria è stanca e sfiduciata. Ne è una dimostrazione la tornata elettorale delle suppletive di Reggio Calabria. Il centro destra gonfia il petto per una vittoria che certifica lo scollamento della politica dal territorio. Una percentuale di voto del 22 per cento – conclude Trotta – è una grave sconfitta per tutti”.

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