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Zmedica, data di scadenza degli alimenti: che confusione...

Pubblicato in ZMEDICA
04 Ottobre 2018
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Tutti gli alimenti presenti in commercio recano sull’etichetta la famosa data di scadenza, il termine entro il quale bisogna consumare quel prodotto perché, superata quella data, l’alimento diventa pericoloso per la salute di chi lo ingerisce. 

A tale proposito però, il consumatore è spesso confuso dalle diverse diciture riportate sulla confezione. In realtà capire la differenza è un gioco da ragazzi. 

La data di scadenza e il termine minimo di conservazione sono due indicatori che danno al consumatore informazioni circa la shelf-life del prodotto, ovvero il tempo in cui l’alimento riesce a “sopravvivere” inalterato. 

La data di scadenza è introdotta dalla dicitura “da consumarsi entro” e la ritroviamo su alimenti deperibili  sotto il profilo microbiologico e che possono costituire, se alterati, un pericolo per la salute. Quindi, oltre quella data, l’alimento non può essere consumato a meno che non si voglia correre il rischio di imbattersi in una tossinfezione alimentare. 

Il termine minimo di conservazione invece lo troviamo su alimenti meno deperibili e indica la data entro la quale il prodotto mantiene inalterate, in adeguate condizioni di conservazione, le sue proprietà. E’ indicata dalla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” e il prodotto può essere consumato anche dopo la data indicata perché non è considerato pericoloso per la salute umana. In ogni caso, è opportuno non protrarre eccessivamente questo termine di scadenza ed evitare in ogni caso di consumare prodotti che presentano evidenti segni di deterioramento. 

Ogni volta che facciamo la spesa dovremmo ricordare di controllare le date di scadenza di ogni prodotto acquistato: conoscere ed applicare queste basilari regole del commercio agroalimentare può aiutarci a risparmiare sulla spesa, ad evitare di buttare alimenti scaduti, a comprare eccessive quantità di cibo e soprattutto ci aiuta a farci mangiare alimenti al meglio delle loro proprietà organolettiche e sensoriali.

Grande2

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