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Cinque cose da non dire ad un bimbo che non vuole mangiare

Pubblicato in ZMEDICA
20 Marzo 2019
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Cari mamma e papà, nutrici, baby-sitter, maestre e tutti coloro i quali hanno a che fare con bambini capricciosi, inappetenti e che mangiano poco e con riluttanza, vi siete mai chiesti se i vostri modi di stimolare l’infante a mandare giù il boccone siano funzionali e risolutivi? Si, magari siete riusciti a fargli mangiare quanta più pasta possibile, ma poi? Cosa succede al prossimo pasto? Tutto ritorna punto e a capo!
Vediamo allora quali sono le 5 frasi da non dire a tavola:

“DEVI MANGIARE!”: il devi non deve esistere. Un bambino mangia se ha fame. Il genitore sa che è una cosa essenziale alla sopravvivenza ma al bambino non deve arrivare il messaggio del dovere assoluto solo per adempiere al comando del genitore. Piuttosto che un’imposizione, al bambino dovrebbe essere spiegato perché mangiamo, l’importanza della nutrizione. Detto ciò, bisogna lasciare che l’appetito faccia il suo corso e che il bambino acquisisca le dovute consapevolezze a riguardo.
“MANGIA TUTTO ALTRIMENTI…”: con questa pseudo-minaccia il bambino assocerà il suo non mangiare a cose negative che nulla hanno a che vedere con la sua mancanza di appetito. Allora si ritroverà a mangiare malvolentieri un piatto che non gli piace e che potrebbe odiare per il resto della sua vita.
“SE MANGI…”: giocattoli, cioccolate e premi vari vengono promessi ai pargoli a patto che ripuliscano il piatto fino all’ultima briciola. Questo trucchetto avrà senz’altro favorito il pasto del momento ma non avrà garantito nessun insegnamento, né al piccolo né al genitore che, in questo modo, non fa altro che viziare il bambino al quale, presto o tardi, dovrà comprare una macchina pur di far mangiare una fetta di carne completa.
“ATTENTO A NON SPORCARTI”: questa frase è spesso pronunciata dalle mamme molto attente alla pulizia e che vanno su tutte le furie ogni qualvolta uno schizzo di olio finisce accidentalmente sulla maglietta di suo/a figlio/a. Relax mamma! Il mondo è pieno di ansie inutili e almeno ai vostri bambini potreste risparmiare quella di sporcarsi mentre magari stanno facendo, tra l’altro, una cosa che avete loro imposto, ovvero mangiare.
“CI SONO BAMBINI CHE NON HANNO CIBO”: la povertà e la fame nel mondo sono cose assai diffuse così come sono diffusi obesità e diabete mellito nella popolazione infantile. Purtroppo i due fenomeni non sono gestibili con un semplice spostamento di cibo dai paesi ricchi ai paesi sottosviluppati per cui è infondato spingere un bambino a mangiare portando come motivazione l’assenza di cibo in altri paesi perché appunto, non è adeguato alla risoluzione del problema.

Detto ciò, è bene ribadire che i bambini mangiano se hanno appetito e questo viene anche da una regolarità negli orari: i fuori pasto, ad esempio, portano a squilibri che inevitabilmente faranno si che il bambino non abbia fame al momento in cui invece dovrebbe averla. Il discorso vale, ovviamente, laddove l’inappetenza non sia connessa a  problemi di altra natura o non ci siano importanti deficit nutrizionali che possono comportare gravi patologie. In tal caso, è sempre opportuno ascoltare il parere di un pediatra il quale, senz’altro, saprà sostenere ed indirizzare la famiglia verso gli opportuni specialisti. 




Ultima modifica il Mercoledì, 20 Marzo 2019 21:06

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