Gianturco (CasaPound): da Greco autocelebrazione disgustosa, mio dovere segnalare inesattezze

Riceviamo e pubblichiamo

Caro Greco, quel 5 ottobre guardavi da lontano ed, in effetti, a quanto pare, non ti sei neanche reso conto di ciò che accadeva: sono stati commercianti e cittadini a “scagliarsi” giustamente contro il sindaco Speranza e l’assessore Piccioni. Dunque, quando parli delle mie ipotetiche urla, credo tu stia ricadendo nell’attimo di confusione che deve averti colto nel redigere il comunicato di due giorni fa. Personalmente, infatti, sono rimasto ad ascoltare quanto i cittadini avevano da dire (ci sono video a testimoniarlo) finché il sindaco ha pensato bene di lasciare la piazza senza dargli risposte. E’ a quel punto che ho preteso, con la foga che tu paventi – quella che tu hai perso col tempo (da incendiario a pompiere in pochi mesi), quella foga che è passione e rabbia di fronte ad un abuso di potere -, che il primo cittadino non voltasse le spalle ai commercianti. E se tu sei riuscito a restare in disparte ed in silenzio guardando questa scena, io invece non sono riuscito a star zitto: questione di modi di fare, c’è chi preferisce la piazza e chi il palazzo, chi ardisce e chi ordisce.

Ci siamo occupati di piazza Mazzini già prima di settembre, ma non mi interessava la sfida, non sono abituato a speculare sui problemi della città. E’ un fatto, invece, che alla data del 5 ottobre i problemi della piazza erano gli stessi di quelli che tu dici di aver rilevato a luglio. Un altro fatto è la confusione tra successi e concessioni più che dovute e per di più lacunose (l’apertura parziale della piazza con tutte le problematiche ancora da risolvere).

Potevi tranquillamente dire che hai lavorato per la piazza senza attaccare le nostre iniziative. Anche perché basterebbe chiedere conto del tutto ai commercianti che si sono rivolti a noi proprio perché evidentemente la tua rappresentanza si era rivelata insufficiente. E, quanto al tuo non esplicito riferimento a noi, è chiaro che se non nomini CasaPound, ma dici “quelli che erano lì”, è perfettamente la stessa cosa.

Ma ciò che più mi preme di segnalare è che il mio intervento in risposta al tuo precedente comunicato non conteneva – come alcuni hanno erroneamente spiegato – la pretesa di alcun nostro primato o merito ma soltanto la correzione di una tua affermazione gravemente inesatta, allorché dichiaravi che, oltre te, nessuno si era occupato della questione.

Si è trattato di una bugia e di una scorrettezza mediatica e politica che avevo il dovere di far presente.

Inoltre, con le tue farneticanti dichiarazioni, non colpisci me o CasaPound, bensì i commercianti e i residenti che hanno voluto protestare e che fai finta di tutelare. Li colpisci solo perché non credono più nelle tue fandonie. Prova a recarti nelle diverse attività commerciali di piazza Mazzini, chiedigli, se ancora si ricordano di te, la loro opinione sul tuo comportamento tenuto nei loro confronti. Prova anche con la ditta costruttrice della piazza.

E se trovo francamente ridicola se non disgustosa l’autocelebrazione che ti sei concesso, non piango certo le debolezze altrui e tanto meno ci scrivo comunicati in risposta; ma avevo invece il dovere di replicare al tuo gettar fango su chi ha speso tempo e impegno nella vicenda e che tu hai ingiustamente e senza ragione voluto indirettamente diffamare ed esplicitamente oscurare soltanto per menar vanto delle tue “infinite virtù”. Perciò, auspicando che la fastidiosa querelle sia conclusa, #grecostaisereno.

Mimmo Gianturco – coordinatore calabrese CasaPound