Il Papa regala assegno a vittima usura, ma non può incassare

Nel Belpaese neppure la carità nei confronti dei più deboli può sfuggire alle pressanti e rigide maglie della burocrazia e dello strapotere delle banche, neppure se l’emittente del titolo di credito è Sua Santità in persona.

Purtroppo in Italia non ci si meraviglia più di nulla, ma quanto accaduto a Bernardo Raimondi, merita di essere raccontato.

Raimondi, artigiano palermitano, è costretto a chiudere la sua attività dopo una denuncia contro i suoi strozzini, poichè l’irrisorio aiuto offerto dallo Stato non riesce a salvarlo. In preda alla disperazione, la moglie decide di scrivere a Papa Francesco una lunga lettera con la quale chiede un aiuto per poter provare a risollevarsi dalla difficile situazione.

Incredibilmente il Vaticano risponde inviando, in soccorso della famiglia Raimondi, un assegno di mille euro. Un dono caduto dal cielo, se non fosse che… come al solito la burocrazia italiana, sempre pronta ad aiutare i cittadini in difficoltà, si mette in mezzo, non consentendo di cambiare l’assegno in quanto i coniugi sono sprovvisti di conto corrente.

Ulteriore lettera con direzione Città del Vaticano, e risoluzione del problema, alla famiglia Raimondi è stato effettuato un vaglia postale.