Il Pensiero Del Giorno. Due Anni di Coronavirus: Cronaca tra speranze e realtà

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Esattamente il nove marzo del 2020, il Presidente Conte attraverso una diretta a reti unificate emanó il decreto “ Io resto a casa” che impose a tutti gli italiani misure che limitavano non solo le attività ricreative ma anche quelle lavorative e conseguentemente delle libertà. Contestualmente, vi fu l’avvento del lavoro agile e della Didattica a distanza che avrebbe riguardato gli alunni e i lavoratori per quasi due anni. La gestione mediatica della pandemia ha fatto il buono e cattivo tempo, provocando talora alterazioni degli stati emotivi delle persone che con lo scoppio della pandemia, tramutarono in ansia, paura e apprensione. A quel punto i giornali e le televisioni, ma soprattutto il governo, dovette gestire una situazione che sarebbe sfociata nel panico. Per scongiurare ciò fu comunicato che le restrizioni avrebbero riguardato solamente la primavera e che presto saremmo tornati alla normalità. Ad oggi purtroppo questo non è ancora avvenuto; sovente la situazione è stata gestita in maniera antitetica, con un’alternanza balzana di aperture e chiusure che hanno inamidato confusività ed incertezza nel paese. Dopo le prime aperture, anche il Sud del paese che pareva essere restato indenne dai contagi e dalla diffusione del virus, è stato colpito successivamente con una crescita esponenziale del contagio. Il 2021 si sperava fosse l’anno della ripresa, invece vi è stata la diffusione di nuove e più contagiose varianti quali Delta e Omicron, con quest’ultima che ha contagiato quasi l’80% della popolazione. La vera svolta nella battaglia al virus è stata l’introduzione della certificazione verde e della vaccinazione di massa che negli ultimi mesi con l’insediamento del Commissario Figliuolo ha subito una forte e sostenuta accelerata, che ha consentito ad oggi l’eliminazione delle mascherine nei luoghi all’aperto e la possibilità della ripresa economica soprattutto per quelle attività che non consentono il lavoro agile, come la ristorazione o lo spettacolo. A due anni dallo scoppio della pandemia si comincia ad intravvedere la luce in fondo al tunnel. L’inosservanza delle disposizioni governative nei periodi di vacanza ha favorito una maggiore diffusione del virus. Non a caso le maggiori ondate di Omicron e Delta, rispettivamente la terza e la quarta, si sono verificate nei periodi feriali. Il ritorno ad una vita normale non è dunque un’utopia, purché vi sia parsimonia dando priorità al ciclo vaccinale e a quegli accorgimenti che conosciamo da tempo senza creare inutili allarmismi e preoccupazioni da horror vacui. 

Francesco Grossi

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