Il Pensiero Del Giorno. La complessità delle disfide governative


Nel precedente articolo della presente rubrica abbiamo trattato quale argomento in medias res, le complesse interlocuzioni venutesi a creare nel confronto governo-regioni in merito alle questioni relative ai decreti emanati dal governo per il contrasto al Coronavirus e le regole ad essi correlate, sempre più spesso oggetto di discussione e polemiche. Tutt’altro che all’epilogo pare essere la questione che concerne la mobilità interregionale per il periodo natalizio, che dovrebbe consentire il rientro dei soli congiunti o parenti aventi residenza nel sito nel quale vanno a recarsi, con delle date che dovrebbero stabilire e statuire dei limiti entro i quali gli stessi spostamenti si potranno effettuare. Il governo all’argomento in questione non dovrebbe concedere ulteriori deroghe, seppur alcuni governatori invochino la creazione di alcune “zone bianche”, ovvero delle zone nelle quali sia consentita la libera mobilità. Tutto ciò non avverrà come il ministro della salute Speranza dixit, onde evitare di vanificare i sacrifici sinora compiuti e non commettere i medesimi errori fatti in estate. Per tale motivo il governo nel nuovo Dpcm, per mezzo delle raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico, esorta i cittadini italiani a non riunirsi durante le feste natalizie, con persone che non siano i soli congiunti. Altro argomento di discussione, è quello concernente la manovra finanziaria e una paventata patrimoniale con aliquota dello 0,2% destinata ai redditi da 500 mila euro in su. Quest’ultima proposta dal Pd e da Leu e categoricamente esclusa dal M5S. Si lavora altresì sul fronte vaccini e sulla questione relativa alla conservazione delle fiale e della somministrazione del siero. Si ipotizza l’istituzione di veri e propri centri vaccinali nelle città aventi trentamila abitanti, o comunque superiori alla cifra succitata, con personale preposto all’inoculazione del siero, anche con l’ausilio dell’esercito. Ultima questione ma non per rilevanza, è quella che verte sul modus operandi per l’impiego dei fondi del Piano di Ripresa Europeo, per il quale il governo deve ancora illustrare il Piano per l’investimento dei 209 miliardi alla Commissione Europea. Ivi nelle bozze per il Piano d’investimento degli stessi, si fa riferimento alla nomina di sei commissari, con coordinamento e cabina di regia affidate al presidente del consiglio Giuseppe Conte e ai ministri dell’economia Roberto Gualtieri e dello Sviluppo Stefano Patuanelli. Ergo, si attendono risposte che sono nodali e peculiari per il futuro del paese, genuflesso dalla crisi e da una politica di governo troppo spesso incerta e nicchiante.

Francesco Grossi