La bandiera della Reggina sventola ai Mondiali del Qatar

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Alla favola mondiale del Marocco si sono appassionati in tanti, a partire dagli italiani che, non potendo tifare la Nazionale, si sono affiancati alla folta comunità marocchina presente sul territorio italiano festeggiando insieme i successi dei “Leoni dell’Atlante”.

Grazie al Marocco anche un pezzo di Reggio Calabria è giunto fino al Qatar. Il merito è di Mourad Dhabi, un ragazzo di origini marocchine, ma residente a Reggio Calabria ormai da diversi anni, che ha deciso di portarsi dietro la bandiera della Reggina, sua squadra del cuore, mostrandola a tutto il mondo negli stadi del Mondiale. La regia qatariota lo ha immortalato con il vessillo amaranto in mano e le sue foto sono diventate ben presto virali. Mourad ha raccontato la sua esperienza in Qatar e il suo amore per il calcio, specialmente quello a tinte amaranto, nutrendo il sogno di sbancare secondo anche quanto detto in precedenza dagli esperti che si occupano delle quote della Champions Leaguededicata al calcio e alla sua amata Reggina.

Reggio Calabria, la sua “seconda casa”

«Mi sono sentito in dovere di portare la bandiera della Reggina con me in Qatar perché amo la Reggina, è la mia squadra del cuore qui in Italia. È stata un portafortuna per il Marocco!»Esordisce così Mourad, 43 anni, a Reggio Calabria dal 2004. «Mi sono sempre trovato benissimo a Reggio Calabria, è la mia seconda casa, amo la città, la gente è brava e la vita è tranquilla.» Dal 2018 è anche cittadino italiano. Si è trasferito da solo, per lavorare, adesso sta mettendo su famiglia.

Una volta che le sue foto con la bandiera della Reggina hanno fatto il giro dei social, in tanti ne hanno festeggiato il rientro in città. Quando è tornato a Reggio tante persone gli hanno chiesto di raccontare la sua esperienza. ‘Tu sei il ragazzo che ha portato la bandiera della Reggina ai Mondiali?’ lo ha contattato gente di tutta la Calabria.

La foto con Neymar

Fra i tanti aneddoti che Mourad ha raccontato, uno merita una menzione speciale. Immaginate di essere calati, giorno e notte, nell’atmosfera del Mondiale, fra maglie di tutte le nazioni, caroselli dei tifosi e un clima di festa. A un certo punto la folla si apre e spunta… Neymar. E magari riuscite anche a farvi una foto con lui! «In realtà quello era il sosia, ma l’ho scoperto dopo!racconta Mourad ridendoTantissima gente in Qatar voleva fare la foto con lui pensando fosse il vero Neymar, ha anche gli stessi tatuaggi e lo stesso look.»

In effetti, distinguerli è impossibile. Eigon Oliver, che sui social si fa chiamare “Sosia do Ney” (Il sosia di Neymar), è la copia perfetta del numero 10 del Brasile: ne imita l’outfit, il look, ha gli stessi tatuaggi e ha un’incredibile somiglianza fisica. Questa caratteristica lo ha fatto diventare famoso in tutto il mondo, al punto da raggiungere oltre 1 milioni di fan su Instagram e 6 milioni su TikTok. Spesso lo si vede finire in mezzo a veri e propri bagni di folla (con tanto di security al seguito), scattare foto con i fan e firmare autografi: tutti lo scambiano per il campione del PSG al punto che anche gli steward dello stadio gli chiedono un selfie. E ha anche recitato insieme al vero Neymar in alcune pubblicità.

La Reggina e il grande sogno

Ormai la Reggina è diventata famosa anche in Marocco. Quando era in Serie A Mourad andava in Marocco con la maglia della Reggina, regalava le maglie, le sciarpe, le bandiere ai suoi amici. In Qatar tanti gli hanno chiesto che bandiera fosse quella che sventolava, se fosse di una squadra marocchina. Lui ha risposto che era la squadra della sua città, la Reggina.

E chissà che dopo l’impresa del Marocco, a piazza Duomo non ci sia da festeggiare, fra qualche mese, anche un’altra impresa calcistica. «Speriamo di salire in Serie A: con questa squadra, con Menez che è il mio giocatore preferito, e con Inzaghi possiamo salire. confessaInzaghi lo conosciamo, come calciatore ha vinto tantissimo: la Champions con il Milan, il Mondiale con l’Italia. E come allenatore sta facendo bene. Vedere la Reggina in Serie A è il mio sogno ed è quello di tutti i marocchini di Reggio che amano, veramente, la Reggina.»

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