Polistena aggredite due dottoresse in pronto soccorso

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L’ordine dei Medici denuncia l’ennesima aggressione avvenuta ai danni di due medici in servizio presso l’ospedale di Polistena.

“La mattina del 22 marzo – si legge in una nota dell’Ordine dei medici – una signora alla quale era stato assegnato il codice verde, pretendeva l’immediata erogazione di una prestazione che non rivestiva carattere di urgenza. Dopo aver inveito contro le due dottoresse di turno per non essere stata immediatamente visitata, la paziente ha letteralmente aggredito le stesse assieme ad un familiare rovesciando a terra tutto il materiale delle scrivanie ed accompagnando il tutto da insulti e minacce e aggredendo materialmente le due dottoresse provocando loro lesioni fisiche per le quali sono stati certificati 10 giorni di prognosi. Le stesse dottoresse sono state poi sottratte alla furia degli aggressori dai parenti di alcuni pazienti presenti al Pronto Soccorso e dall’intervento di alcuni colleghi medici e del personale di sorveglianza. Tutto ciò ha comunque interrotto il servizio per circa una ora. Il preoccupante susseguirsi di episodi di intimidazione e di violenza ci costringe ad assistere al continuo oltraggio dei colleghi medici offesi nella propria dignità professionale ed umana. Questo ennesimo episodio preoccupa ancor di più, specie in un momento in cui viene chiesto uno sforzo suppletivo a tutto il personale medico e paramedico di fronte all’epidemia di Coronavirus ed alla carenza di personale, sempre più acuta, che costringe i sanitari a turni massacranti.

Se da un lato- prosegue la nota – in questo delicato momento da più parti i medici vengono esaltati come eroi che sacrificano in alcuni casi la propria vita per curare i pazienti, dall’altro dobbiamo assistere a questi vergognosi episodi di intolleranza nei loro confronti”.

L’Ordine dei Medici, nell’esprimere la propria solidarietà alle due dottoresse dell’ospedale di Polistena, “vittime di una violenza gratuita ed immotivata”, sottolinea ancora una volta “una situazione diventata non più sostenibile, proprio perché diventa sempre più difficile esercitare la professione in maniera serena a causa di pochi incivili, che però con i loro atteggiamenti inqualificabili portano danni a tutta l’utenza oltre che ai professionisti della sanità”.

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