Il Pensiero Del Giorno. Disputa sulle riaperture: Caos Governo-Regioni


In queste settimane cocenti per quanto concerne non solo i numeri e la curva del contagio, ma anche e soprattutto dal punto di vista politico, lo scontro non pare placarsi. Infatti, se dapprima le regioni si mostrano risentite per il modus operandi e i ventuno parametri coi quali individuare la cromatica delle varie zone d’Italia, a posteriori acuiscono la disfida sul cambio cromatico delle stesse. Nel frattempo sul piano governativo-istituzionale si registra per la prima volta una distensione nei rapporti fra maggioranza ed opposizione con l’ubi consistam di quest’ultima per quanto verte lo scostamento di bilancio sia alla Camera che al Senato, in cambio delle promesse della maggioranza relativamente al semestre bianco delle imposte e il sostegno agli imprenditori e ai lavoratori autonomi. Ma tornando ab initio, dicevamo circa lo scontro fra regioni e governo sulla cromatica delle medesime. Sia Lombardia che Toscana, ritengono ad esempio, che allo stato attuale attraverso le voci dei propri governatori, sia opportuno il passaggio dalla zona rossa a quella arancione, chiedendo altresì chiarezza e collaborazione attiva agli organi governativi. Insomma il redde rationem sulle misure da anti-contagio da attuare non sembra trovarsi. Cosi come vi è incertezza sulla data della riapertura delle scuole, con le regioni che incalzano per la riapertura dopo il sette di Gennaio. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, evidenzia a più riprese come il Natale di quest’anno sarà diverso dai precedenti. Il Presidente del Consiglio dicendosi fiducioso annunzia il possibile cambio cromatico delle regioni se vi sarà il calo dell’indice Rt di trasmissione del contagio attorno all’1. Intanto si valuta l’ipotesi della chiusura posticipata delle attività commerciali, pur con tutte le restrizioni del caso, attorno alle 22/23. Il caos e il duello regioni-governo non pare attutirsi, tuttavia dobbiamo attenderci novità a breve. In quello che pare essere un alterco senza fine.

Francesco Grossi