Il pensiero del Giorno: Fiat Lux. Finalmente il nuovo Dl Rilancio.

…Alla fine luce fu. Ecco il decreto del governo che noi tutti da tempo stavamo attendendo: il cosiddetto Dl Rilancio. Un decreto partorito dall’esecutivo non senza affanni e polemiche all’interno dei principali partiti e attori della maggioranza soprattutto sulla questione della regolarizzazione dei migranti, richiesta ribadita con vigoria da Iv con il ministro delle politiche agricole Teresa Bellanova, che al termine del convulso Cdm ha pianto per una questione di “giustizia e correttezza verso chi lavora ininterrottamente e ingiustamente senza diritti e tutele”. Un decreto di 464 pagine e 256 articoli, senz’altro necessario e doveroso viste le condizioni della nostra economia. Le principali misure. Saranno stanziati 25,6 miliardi per i lavoratori, 15-16 miliardi per le imprese, abolizione una tantum dell’Irap per il mese di giugno e della tassa per l’occupazione del suolo di bar e ristoranti. 1,4 miliardi per la scuola con l’immissione in ruolo di 16mila insegnanti; 1,4 miliardi per l’università con l’immissione di 4000 nuovi ricercatori; 2,5 miliardi saranno destinati al turismo, con l’abolizione dell’Imu per alberghi e stabilimenti balneari, 3,2 miliardi alla sanità, ed ancora proroga della Cig di ulteriori nove mesi, oltre al bonus di 600 euro per gli autonomi che sarà incrementato dal ristoro di ulteriori mille euro. Tra le altre bonus baby sitter, risorse per la formazione del personale ed incentivi del 110% per le ristrutturazioni della prima casa. Quello che tuttavia ci auguriamo é che le annunciate risorse sub carta, non siano tardive a causa dei lacciuoli burocratici, anche se tutto ciò dovrebbe essere scongiurato per alcune deroghe previste nel decreto. Il Dl Rilancio é certamente un buon intervento di ristoro per l’economia seppur varato tardi. Le imprese ed i lavoratori da tempo attendevano risposte, per poter supplire alle deficienze della crisi cagionata dal Covid-19. Tante sono state infatti, le rimostranze di questi giorni di molteplici lavoratori e imprenditori esasperati dalla crisi. Ora occorrerà fare presto. Non c’é altro tempo da perdere, o, molti lavoratori saranno costretti ad abbassare la saracinesca.

Francesco Grossi