Il Pensiero Del Giorno. Il gozzoviglio nei palazzi politici e la mestizia di un paese nel baratro

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Tu, quoque, Renzi fili mi, alludendo alla massima attribuita a Caio Giulio Cesare e rivolta a Bruto sul punto di pugnalarlo, avrà pensato in questi giorni Giuseppe Conte. Anche tu, dopo l’altro Matteo (Salvini), attenti al mio excursus politico un colpo, che nonostante la fiducia, seppur risicata, ottenuta alle due camere nei giorni scorsi, potrebbe rivelarsi mortale per il prosieguo della mia esperienza politica. Certamente e non per ragioni surrettizie, un qualcosa del genere il buon Conte deve pur averlo pensato nei meandri della propria mente. Già perché questa crisi, peraltro non ben esplicata nei particolari, se non per vie converse, su tutte le ragioni del Mes, dal Matteo il quale stavolta di cognome fa Renzi,non ha avuto spiegazioni ulteriori. D’altronde che ci fosse un’aria di malcontento diffuso di chi ab illo tempore fece nascere il governo per impedire a Matteo Salvini di avere “pieni poteri” ipse dixit, era cosa assai nota da tempo. Renzi sostiene di averne le tasche piene di un governo che gestiva lentopede le politiche di un paese in difficoltà, il quale invece ha bisogno, a suo dire, di maggiore celerità e decisione nel fare politico. Su questo assunto non vi è dubbio alcuno. Semmai il dubbio sorge a valle di tutto ciò, ovverosia ha senso in questo momento e in un paese in piena pandemia e col piano di ripresa e resilienza da presentare all’Europa, provocare una crisi? La gente che vive di stenti, ridotta allo stremo fra chiusure e impedimenti vari, è alquanto sconcertata e delusa da manovre di palazzo, che risultano essere incomprensibili e senza ragione. Molteplici persone attendono ancora, mentre assistiamo al gozzoviglio nelle camere per raccattare deputati e senatori al seguito del governo, per rafforzarne la propria azione, i cosiddetti costruttori o volenterosi, gli aiuti per poter mandare avanti le proprie attività. Occorre dire tuttavia, che seppur siano stati messi a bilancio coi vari Ristori centocinque miliardi sinora, più ulteriori trentadue di scostamento che sarà posto al vaglio del Parlamento nei prossimi giorni, gli aiuti pervenuti, sovente anche in ritardo, risultano essere insufficienti per i più, a causa delle riaperture a singhiozzo, che rischiano di mandare a ramengo l’economia del paese con oltre quattrocentomila imprese a rischio chiusura. Ecco il motivo per il quale alla gente poco interessa delle manovrine di palazzo per uno scranno o poco più. La gente esige risposte. Invece stiamo assistendo in una delle crisi più gravi di sempre, ad uno spettacolo inverecondo. Mentre in politica si fa mercimonio di voti e persone, la gente e un paese intero langue in attesa di risposte che tardano ad arrivare e che forse mai arriveranno, purtroppo.

Francesco Grossi

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