Il Pensiero Del Giorno. Investire in Ricerca e Istruzione: É questa la disfida dell’Italia per il Futuro.

“Abbiamo aperto lo sguardo e l’orizzonte verso il Futuro”. Cosi il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte nell’intervista di rito, ha concluso e di fatto chiuso gli Stati Generali, citando una dichiarazione di Alessandro Baricco dopo nove giorni di incontri delle varie parti sociali ed esperti per il rilancio dell’economia italiana nel Post-Covid. Una nove giorni colma di incontri circa ottanta e tante riflessioni. Riflessioni sul futuro dell’economia di un paese vessato dalla caduta del Pil, che si stima quest’anno, a causa della crisi cagionata dalla pandemia del Coronavirus, oltre gli otto punti percentuali e che necessita di un florilegio di riforme per uno slancio verso il futuro. Al di là delle risorse che perverranno dall’Europa, occorre sulle stesse avere un piano a lungo termine circa il loro impiego. Conte, ha insistito durante la Conferenza sull’importanza e la priorità di investire sulla ricerca e l’istruzione, oltreché sulle nuove tecnologie e il potenziamento della banda larga. Orbene, ci auguriamo che gli auspici e la volontà di investire sulle nuove leve, sulla ricerca e l’istruzione siano mantenuti, giacché da tanti, troppi anni si fanno dei panegirici sofistici sull’argomento senza che vi sia nulla in atto. L’Italia infatti, é il paese in Europa che investe meno sulla ricerca e l’istruzione circa il 7,9% del Pil, con una media europea di circa il 10,2%. Ma non é tutto. L’Italia ha infatti, in dieci anni perso 250 mila giovani emigrati all’estero in cerca di fortune, per un costo nelle casse dell’erario di circa 16 miliardi. L’istruzione é uno dei cardini apicali su cui il nostro paese deve concentrare le proprie risorse e le prospettive di crescita. Si dice, e non con torto che l’Italia sia un paese per vecchi. É effettivamente cosi. Un paese che desidera crescere necessita di nuove leve e risorse, che possano produrre e invenire per il futuro. Ogni giovane che rimane in Italia, rischia allo status quo attuale, di non aver altra scelta che emigrare all’estero per trovare un impiego che sia ben remunerato e congruo agli studi conseguiti. Allora per arrestare la repentina fuga dei cervelli, occorre sostenere degli interventi di spesa che accrescano le speranze dei giovani italiani. Solo con l’istruzione, il nostro paese può volgere il proprio sguardo verso il futuro, poiché é basica per costruirne le fondamenta. D’altronde l’istruzione é l’unica arma per sconfiggere l’ignoranza come Gramsci dixit, per farlo occorre avere coraggio investire e persuadere i giovani a rimanere nel proprio paese, senza cercare fortune altrove.

Francesco Grossi