Il Pensiero del Giorno. La corsa al vaccino anti-Covid fra speranze e interessi politici.

È ufficialmente iniziata da qualche tempo la corsa al vaccino Anti-Coronavirus. Il virus che ha sconquassato le nostre vite coartandoci e limitandoci nelle nostre consuetudini quotidiane. Fra chiusure e crisi economica e la mancanza di cure, il virus ci tiene ancora in ambasce e ansia, verso un autunno che si preannunzia sia dal punto di vista economico che sanitario tutt’altro che semplice. Da tempo si cercano incessantemente e sine die, cure e rimedi utili ad arrestare l’avanzata del virus che sinora ha mietuto in tutto il mondo circa novecentomila decessi e oltre ventisette milioni e mezzo di contagi. Ma anche in queste ricerche che ogni giorno vedono coinvolti milioni di ricercatori in ogni parte del globo, vi sono degli ineliminabili interessi di parte. Infatti Cina, Stati Uniti, Russia ed Europa su tutti, si sfidano in una vera e propria corsa al vaccino, come non accadeva dai tempi della corsa agli armamenti per la seconda guerra mondiale. La Russia ha recentemente annunziato il brevetto del primo vaccino Anti-Coronavirus al mondo, ribattezzato Sputnik V dal nome della prima navicella inviata dalla stessa Russia nello spazio. Ma non mancano gli scetticismi generali. Medesimo interesse riguarda anche gli altri paesi, con la Cina che ha due candidati vaccini definiti promettenti, cosi come gli Stati Uniti. L’Europa, dal canto suo ha “prenotato” quattrocento milioni di dosi del vaccino progettato dall’Università di Oxford, in collaborazione con l’istituto Irbm di Pomezia e la società esperta nella produzione tecnologica Astra-Zeneca. Gli auspici sono di riuscire ad avere i primi lotti sul mercato a fine duemilaventi. Anche se la missione risulta essere ardua. Occorre essere fiduciosi e sperare di avere un vaccino o una cura al più presto possibile, alfine di debellare definitivamente il virus, mettendo da parte per una volta gli interessi nazionali e non giocare sulla ghirba delle persone.

Francesco Grossi