Morosini risponde a Gratteri: Andato oltre ogni limite immaginabile

Dalle colonne di Calabria Ora con una lunga lettera, l’Arcivescovo di Reggio Calabria Giuseppe Fiorini Morosini risponde al Procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri che nei giorni scorsi in un’intervista a il Fatto quotidiano aveva lanciato ombre e sospetti su una presunta commistione tra ndrangheta e Chiesa.

L’Arcivescovo della città metropolitana nella lettera aperta a Gratteri afferma che lo stesso “è andato al di là di ogni limiti immaginabile” quando dichiara che “ndrangheta e chiesa camminano mano per mano” e che “il mafioso vero per anni si è nutrito delle connivenze con la Chiesa”.

Morosini ritiene che il magistrato abbia solamente “gettato fango su tutti i sacerdoti, colpevoli solo di esercitare il loro ministero in Calabria” senza però offrire a “sostegno di queste affermazioni gravissime riferimenti a inchieste giudiziarie, processi in corso o condanne su partecipazioni di uomini di Chiesa a traffici illeciti, a omicidi, o ad altro crimine”. L’ex Vescovo della Diocesi di Locri – Gerace ricorda al pubblico ministero quando affermava che “siamo fortunati ad averlo come vescovo nella diocesi di Locri – Gerace” ed infine avvertendolo come “gettando discredito sulla Chiesa lei potrà strappare qualche applauso, ma non certo contribuire alla lotta comune contro quel male che lei chiama la mala pianta”.

Questa in sintesi la risposta dell’Arcivescovo Morosini al procuratore Gratteria, con la speranza e la naturale conseguenza che non siano Chiesa e ndrangheta a camminare mano nella mano, bensì Chiesa e giustizia nella comune lotta alla criminalità.