SUL su questione Peo: esercizio di responsabilità e buon senso non è evidentemente servito a nulla

Riceviamo e pubblichiamo

Apprendiamo oggi dalla stampa che CGIL e CISL hanno sottoscritto con l’Amministrazione Comunale reggina l’accordo della cosiddetta rinegoziazione delle PEO pregresse. Finora abbiamo accuratamente evitato di fare polemiche con le altre Organizzazioni Sindacali ed abbiamo scelto di collaborare per garantire l’unità dei dipendenti comunali.

             L’esercizio di responsabilità e buon senso non è evidentemente servito a nulla.

             Perché sia chiaro a tutti, ricordiamo che il SUL aveva già precedentemente fatto inserire a verbale l’opinione negativa sull’ipotesi di accordo e l’impossibilità a firmarlo senza le opportune correzioni. A cominciare dalla considerazione che il testo proposto non è legittimo in quanto pretende di intervenir,e con disposizioni di legge promulgate molto tempo dopo (oltre un decennio), su contrattazioni che datano, le più antiche, quasi un quindicennio; contrattazioni che hanno determinato diritti acquisiti inviolabili. All’epoca quelle contrattazioni integrative erano pienamente legittime. E poi situazioni analoghe si sono verificate in diverse parti d’Italia, tanto che si è approvato qualche giorno addietro un apposito provvedimento legislativo. Inoltre, abbiamo ritenuto che quella ipotesi di protocollo reggesse sulla base di criteri molto discutibili e molto contestabili e servisse, in sostanza, ad individuare le circa 250 unità di personale che sarebbero colpite economicamente dalle conseguenze di quell’accordo. E per di più senza nessun tentativo di individuare e colpire i responsabili veri degli sforamenti di bilancio che risiedono nei vertici politici e dirigenziali dell’epoca.

             Noi rifiutiamo una logica per la quale colpire solo un quarto dei dipendenti sarebbe un buon risultato. Soprattutto ci rifiutiamo di dare sponda ai tanti, forse troppi, che si prodigano ad individuare i dipendenti comunali come la fonte di ogni nefandezza; e quindi inchieste, provvedimenti amministrativi ed altre amenità. La “rinegoziazione” rientra in questo filone di pensiero che combattiamo.

             Sarebbe il caso di fare chiarezza e di spiegare ai dipendenti comunali ed all’opinione pubblica la ragione della fretta di alcune decisioni e gli atteggiamenti assunti:

 

1.      Perché si avverte l’urgenza di tenere un riunione sindacale a poche ore dall’approvazione di un provvedimento (il decreto omnibus “SalvaReggio”) che, notoriamente, interveniva sullo stesso argomento?;

2.      Perché si declama l’approvazione del testo di accordo e poi non si firma, anzi si fa molto di più: si dichiara alla stampa che non si può firmare senza l’assenso dell’assemblea dei lavoratori o per altri motivi di merito? Perché si manda avanti il coordinatore della RSU, incuranti dello scarso numero di RSU presenti e dell’opposizione di una parte delle RSU medesime (i 3 aderenti al SUL che si sono rifiutati di sottoscrivere il protocollo)?

3.      Perché pare che sia un pallino esclusivo del SUL il richiamo alle responsabilità delle parti politiche e dirigenziali, mentre è solo un esercizio di logica, buon senso e rispetto della legge e dei contratti?

4.      Perché la fretta di indire i bandi per le Alte Professionalità e le Posizioni Organizzative (operazione del costo di oltre 500.000 euro per anno, e per giunta pensionabili) mentre i dipendenti sono minacciati continuamente nel loro stipendio presente e/o futuro? C’è un nesso logico fra l’accordo di “rinegoziazione” dei contratti ed i bandi sopra citati?;

5.      Perché CGIL e CISL appongono la loro firma a qualche ora dall’assemblea e non attendono per ascoltare le opinioni e le decisioni dei dipendenti? A quale criterio democratico corrisponde questo atteggiamento? Perché altre organizzazioni sindacali non hanno firmato?;

6.      Si ha chiaro che l’Amministrazione comunale deve ritirare le notifiche a tutti i dipendenti ed anche la costituzione in sede legale? Qualcuno dei firmatari lo ha proposto o lo ha messo a verbale? Esiste un impegno, come richiesto anche da molti sindacati, a ritirare il ricorso pendente davanti al giudice del lavoro?;

7.      Perché si prova ad escludere il SUL che, finora, è stata l’unica voce dissonante dal tavolo delle trattative con la complicità dell’Amministrazione Comunale?;

8.      Siamo rompiscatole insopportabili? Abbiamo il vizio di rispettare leggi e contratti e, soprattutto, i dipendenti.? Eravamo così anche quando, nel novembre scorso, ci veniva richiesta la firma su documenti presentati al Prefetto di Reggio Calabria?

             Crediamo che queste siano le risposte che tutti debbano dare all’assemblea dei dipendenti convocata per domani. E crediamo anche che non ci debbano essere equivoci né zone d’ombra in passaggi delicatissimi. Questo è il momento per mettere in pratica il precetto evangelico di Matteo: “ma il vostro parlare sia si si no no ciò che è in più vien dal maligno”.

             Infine, il SUL ritiene che il provvedimento legislativo “SalvaReggio” approvato cambi radicalmente le carte in tavola e faccia del testo finora discusso carta straccia. E che quel provvedimento obbliga tutti a rivedere posizioni ed anche atti amministrativi. Se ne prenda atto e si cambi strada ed atteggiamenti.

             Qualora si dovessero continuare a perpetrare volontà di colpire i dipendenti comunali reggini, il SUL ribadisce la propria volontà di assicurare l’assistenza legale gratuita per aiutare i lavoratori a difendersi anche in sede giudiziaria.