Ivan Tripodi Comunisti Italiani: dalla proroga dello scioglimento emerge un dato è chiaro, la ndrangheta ha dominato e gestito indisturbatamente il comune di Reggio

La proroga dello scioglimento per mafia del comune di Reggio Calabria decisa nell’odierna riunione del Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Interno Angelino Alfano, rappresenta l’ennesima incontrovertibile conferma della drammatica situazione istituzionale cittadina provocata dalle vergognose amministrazioni del “modello Reggio” di Scopelliti e Arena.

Le gravissime e pesantissime infiltrazioni e contiguità mafiose, accertate nell’ottobre del 2011, trovano, pertanto, formale rafforzamento. E’ del tutto ovvio che il quadro emerso è drammaticamente fuori da ogni regola e controllo della legalità.

Un dato è chiaro: la ‘ndrangheta ha dominato e gestito indisturbatamente il comune di Reggio. Tutte le inutili dichiarazioni espresse in questi mesi, senza alcun minimo rispetto per gli organi dello Stato, da Scopelliti e dai suoi sodali si sono, quindi, sciolte come neve al sole, poiché la proroga dello scioglimento zittisce definitivamente Scopelliti e schernisce i suoi penosi proclami.

L’aspetto, oltremodo ridicolo, della vicenda è costituito dal fatto che la proroga dello scioglimento è stata decisa da un governo nel quale il partito di Scopelliti (NuovoCentroDestra) esprime il vicepremier e ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ne è anche leader, il quale, è stato, addirittura, il proponente della proroga.

Pertanto, la barzelletta raccontata da Scopelliti, secondo cui lo scioglimento del 2011 fu deciso a seguito di un complotto ordito dai nemici di Reggio è stata, addirittura, platealmente e sonoramente smentita dal suo stesso partito. A questo punto, applicando fedelmente le teorie di Scopelliti, immaginiamo che Angelino Alfano e, finanche, il suo stesso partito (NCD) saranno, dallo stesso, considerati cialtroni e nemici di Reggio. Siamo, ormai, ad una farsa che, purtroppo, viene recitata sulla pelle degli incolpevoli e attoniti reggini. La realtà è che la parabola di Scopelliti è ormai arrivata ad un inglorioso e definitivo tramonto. Siamo giunti alla degna conclusione di una fallimentare stagione lunga 12 anni, vissuta inizialmente da sindaco di Reggio e dopo da presidente della regione Calabria, che prima ha distrutto la città e oggi sta facendo affogare la regione in un mare di rifiuti e spazzatura. A questo punto Scopelliti farebbe bene a dimettersi da ogni incarico, poiché il pesantissimo ceffone ricevuto dal leader del NCD Angelino Alfano non lascia spazio ad alcun alibi o interpretazione.

Lo stesso Alfano dovrebbe, quanto meno, fare auto-critica e chiedere pubblicamente scusa. Infatti, in questa vicenda, si è letteralmente rimangiato quanto scritto e quanto ha pubblicamente dichiarato in merito allo scioglimento del comune di Reggio.

Angelino Alfano, la scorsa estate, vergò di suo pugno la prefazione ad un delirante libretto scritto da Scopelliti & co. nel quale veniva contestato lo scioglimento per mafia del 2011, mentre oggi, al contrario, da ministro dell’Interno, lette le carte, ha, addirittura, chiesto la proroga dello scioglimento.

Infine, esprimiamo ancora una volta un sentito pubblico ringraziamento al Prefetto Vittorio Piscitelli, fedele e degnissimo servitore dello Stato, che ha pagato con la defenestrazione la sua attività svolta semplicemente a favore dei valori della legalità e dell’onestà.

In tal senso, chiediamo ai Commissari Straordinari che al dr. Piscitelli venga, al più presto, insignita la cittadinanza onoraria di Reggio Calabria. Sarebbe il minimo segno di gratitudine e riconoscimento per un uomo delle Istituzioni che ha contribuito al riscatto etico e morale della città.  

 

IL SEGRETARIO CITTADINO DEL PdCI DI REGGIO CALABRIA

Ivan Tripodi