Sanatoria Equitalia, il grande bluff

In questi giorni si parla continuamente della sanatoria sulle cartelle Equitalia, presentata quasi come una manna dal cielo per i tanti italiani vessati dall’Ente a cui non par vero di poter risolvere finalmente i loro problemi con i tributi di vario livello.

Peccato che solo andando a leggere attentamente la legge di stabilità si comprenderà appieno la portata e soprattutto i reali beneficiari della sanatoria.

Infatti, per usufruire della sanatoria, è previsto il pagamento in un’unica soluzione di tutta la somma richiesta dalla cartella, emessa entro il 31 ottobre scorso, fatta eccezione degli interessi di mora, pari al 5,22% annui. Ciò, tradotto in soldoni significa che chi ha una cartella di 1000 euro datata tre anni andrà a risparmiare poco più di cento euro. Il tutto ovviamente senza possibilità di rateizzare. Semplice come bere un bicchier d’acqua, soprattutto per chi ha serie difficoltà di pagare anche rate da duecento euro mensili.

Il gioco, o meglio la sanatoria, si fa più interessante per chi invece ha grossi debiti datati nel tempo, e soprattutto non ha problemi di liquidità. Emblematico il celeberrimo caso Maradona, con il pibe de oro che deve al fisco 40 milioni di euro, dei quali ben 34 di interessi di mora. Pertanto se mai, cosa alquanto improbabile, l’ex campione argentino decidesse di saldare i suoi debiti ultratrentennali con lo Stato italiano, grazie alla sanatoria, andrebbe a pagare solamente, per le sue tasche, quattro milioni di euro.

Ovviamente nessuno sconto per le piccole e medie imprese, atteso che la mini sanatoria non è applicabile contributi richiesti dagli enti previdenziali (Inps, Inail), debito più comune tra le aziende in difficoltà.

Insomma, il solito comportamento dello Stato italiano, forte con i deboli e debole con i forti.

 Angelo Zurzolo