Scarnati (Filcams Cgil Calabria):In Calabria è palese il tentativo delle maggiori aziende di mettere in discussione diritti acquisiti su orari e tempi di lavoro

Riceviamo e pubblichiamo

Una forte denuncia, ma anche una serie di proposte concrete, su lavoro nero, precarietà e appalti al massimo ribasso: su queste tematiche si è snodato il congresso della Filcams Cgil Calabria che ha portato alla rielezione del segretario uscente Luigi Scarnati. Un congresso chiuso da Maria Grazia Gabrielli, segretaria nazionale della Filcams Cigl, che, tra le altre cose, ha sottolineato l’esigenza di legalità e ha bocciato l’apertura domenicale dei negozi. “E’ assurdo che nel 2014 si continui a parlare di lavoro nero, di atipicità, di precarietà – ha affermato -. E’ una questione di qualità del lavoro e di dignità delle persone”.

Lo stesso Scarnati, nella sua ampia e puntuale relazione, ha dato naturalmente spazio ai tre temi congressuali. “Abbiamo evidenziato sul nostro manifesto l’impegno che intendiamo assumere come categoria per combattere queste tre grandi emergenze che affliggono  i nostri settori più importanti, ma nell’insieme tutto il mercato del lavoro e la vita stessa delle imprese del territorio – ha detto Scarnati –. Si tratta di grandi problematiche nelle quali si cela e prospera il grande bubbone della criminalità organizzata”.

“In Calabria è palese il tentativo delle maggiori aziende di mettere in discussione diritti acquisiti su orari e tempi di lavoro – ha aggiunto il segretario della Filcams Cgil -. Come è evidente nella vertenza che ha riguardato la cessione dei punti vendita della ex Gdm e come del resto sta avvenendo in altre vertenze che vede coinvolti gruppi della grande distribuzione”.

Per invertire la rotta, secondo Scarnati, “il prossimo mandato congressuale dovrà essere caratterizzato dall’impegno per la massima diffusione della contrattazione, in particolare di secondo livello, sia aziendale sia territoriale. Continueremo a lottare affinché nella fase di rinnovo dei Ccnl nazionali possano realizzarsi soluzioni in grado di intervenire sul regime dei bassi salari che caratterizza il terziario, di porre un argine alla destrutturazione delle imprese, arrestando la tendenza alla progressiva precarizzazione del lavoro”.

Contro l’ingiusto sistema degli appalti al massimo ribasso, ha sottolineato Scarnati, “occorre porre un freno al ricorso esasperato ai processi di esternalizzazione che minano le basi della struttura industriale del settore e mettono in discussione i diritti e le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori, oltre ad abbassare la qualità dei servizi ai cittadini. Emblematica, in questa direzione, è la vertenza dei 1300 ex Lsu calabresi impiegati nella pulizia delle scuole”.

Nella sua relazione, Scarnati ha ricordato poi le vertenze del settore, a partire dalla vigilanza privata, e si è concentrato sul commercio, “comparto nel quale manca dal 1998 un piano per la distribuzione”, e sul turismo, “vero volano di sviluppo sul quale investire i fondi Por”. “Nel turismo, però, il quadro è sconfortante – ha concluso -. Basti guardare alla vicenda di Sibari, oppure agli impianti di risalita di Lorica che sono chiusi, o ancora ai cumuli di rifiuti per strada e al mare sporco”.